Quando è il momento di farsi sostenere
Gli Istituti Riuniti Airoldi e Muzzi ETS da più di quattrocento anni prestano la loro attività, ispirata fin dalla loro fondazione ai valori della carità cristiana, a servizio della persona anziana.
Quando è il momento di farsi sostenere
Gli Istituti Riuniti Airoldi e Muzzi ETS da più di quattrocento anni prestano la loro attività, ispirata fin dalla loro fondazione ai valori della carità cristiana, a servizio della persona anziana.
Gli Istituti Riuniti Airoldi e Muzzi da più di quattrocento anni prestano la loro attività, ispirata fin dalla loro fondazione ai valori della carità cristiana, a servizio della persona anziana.
Oggi, più che non in passato un anziano che perde la propria autonomia per un evento traumatico improvviso o per una malattia degenerativa, necessita di trovare accoglienza in strutture confortevoli, qualificate e in grado di offrire risposte assistenziali e sanitarie adeguate.
Con professionalità, competenza e passione gli Istituti Riuniti Airoldi e Muzzi sono impegnati quotidianamente a prendersi cura di ogni ospite, con l’obiettivo di preservarne le capacità residue, offrendo prestazioni medico-specialistiche-riabilitative volte a prevenire, risolvere o ritardare l’insorgenza di eventi invalidanti.
Con il contributo di tutte le professionalità definiscono e aggiornano progetti di intervento personalizzati, individuali o di piccolo gruppo.
Promuovono la formazione e l’aggiornamento del personale con particolare attenzione alla crescita personale e professionale di tutti gli operatori.
Favoriscono il mantenimento dei legami degli ospiti con la famiglia e le reti amicali, anche attraverso l’apporto del volontariato, affinchè gli Istituti non siano solo un luogo di cura e assistenza, ma un luogo di vita, aperto alla collaborazione di tutti.
Gli Istituti sono un ente senza scopo di lucro, diretto da un Consiglio di Amministrazione (CdA) che si avvale della collaborazione della Direzione Generale e della Direzione Sanitaria.
Nell’aprile 2026 si è insediato l’attuale CdA composto da sette membri, di cui due nominati dal Comune di Lecco, due nominati da un Comitato composto dal Vicario Episcopale dell’Arcivescovo di Milano, incaricato per la zona III (di cui fa parte la città di Lecco), dai Presidenti della Camera di Commercio di Como – Lecco, dalla Fondazione Comunitaria del Lecchese Ente Filantropico e dalla Fondazione Fratelli Frassoni Ente Filantropico, due nominati dall’Associazione degli Amici degli Istituti Riuniti Airoldi e Muzzi, e il Parroco pro-tempore della Parrocchia di Acquate.
| Giuseppe Canali | Presidente | giuseppe.canali@airoldiemuzzi.it |
| Donatella Puccia | Vice-Presidente | donatella.puccia@airoldiemuzzi.it |
| Emmanuel Micheli | Consigliere | |
| Mario Galli | Consigliere | |
| Maurizio Crippa | Consigliere | |
| Rosaria Bonacina | Consigliere | |
| Don Walter Magnoni | Consigliere |
| Dott. Alessandro Palladini | alessandro.palladini@airoldiemuzzi.it |
| Dott. Andrea Millul | andrea.millul@airoldiemuzzi.it |
| Dott. Pierangelo Bonfanti |
| Dott. Pierangelo Bonfanti | odv231@airoldiemuzzi.it |
| Giorgio Marinoni | dpo@privacynet.it |
| Rita Giannattasio | rita.giannattasio@airoldiemuzzi.it |
All’interno degli Istituti è presente un cappellano a supporto dell’assistenza spirituale degli ospiti.
"La vita ancora. Dittici.”: una mostra fotografica di Gian Maria Zapelli che racconta le RSA
come luogo di vita “che sa condividere sorrisi, scoperte, curiosità e cura dei ricordi."
Il progetto del fotografo lecchese si inserisce tra gli obiettivi del progetto "RSA, dove le generazioni si incontrano”. Quattro inaugurazioni tra l’8 settembre e il 10 novembre in altrettante RSA del territorio.
Si intitola "La vita ancora. Dittici.” il progetto itinerante realizzato dal fotografo Gian Maria Zapelli che, attraverso la Fondazione Comunitaria del Lecchese, ha coinvolto le sette RSA del Progetto "RSA, dove le generazioni si incontrano".
Quattro le inaugurazioni in programma di questa mostra, che ha visto Zapelli impegnato per alcuni mesi a incontrare e dialogare con alcuni ospiti delle sette RSA del progetto, decidendo insieme a ciascuno di loro con quale oggetto particolarmente significativo volessero essere fotografati. Ne sono scaturiti dei ritratti estremamente intensi e fortemente identitari, che l’obiettivo della Leica Q4 con obiettivo fisso di Gian Maria Zappelli ha saputo interpretare con grande capacità:
· Martedì 8 settembre 2026 ore 18 - RSA Istituti Riuniti Airoldi e Muzzi - via Airoldi e Muzzi 2, Lecco
· Giovedì 24 settembre 2026 ore 18 - RSA Villa dei Cedri - via Monte Grappa 59, Merate
· Martedì 13 ottobre 2026 ore 18 - RSA Borsieri Colombo - via San Nicolò 8, Lecco
· Martedì 10 novembre 2026 ore 18 - RSA Casa di Riposo Fondazione Fratelli E.e A. Nobili - via Risorgimento 12, Viganò.
In ciascuna delle sedi la mostra è aperta al pubblico per i 15 giorni successivi alla data di inaugurazione, dalle 9.00 alle 18.00.
Questo lavoro, in cui Zappelli ha investito tempo ed energie per conoscere la realtà delle RSA, di chi vi risiede e vi opera, restituisce, anche attraverso la fotografia, una immagine di RSA non solo come luogo di cura riservata agli anziani non autosufficienti, che “nell’immaginario collettivo ricorre come spazio di transito impoverito e mesto”, ma, per usare le stesse parole del fotografo, come luogo che è "ancora di vita possibile"; dove si può sperimentare una "esistenza che diventa essenziale e che sa condividere sorrisi, scoperte, curiosità e cura dei ricordi."
Il progetto, particolarmente apprezzato dagli ospiti che vi hanno partecipato, si inserisce molto bene tra gli obiettivi del progetto "RSA, dove le generazioni si incontrano”, progetto che, nel corso dei suoi due anni di vita, si è allargato ad altre 8 RSA della Provincia di Lecco e sta proseguendo con l'intento ambizioso di scommettere sulla possibilità che le "RSA non siano solo posti segregati, riservati agli anziani non autosufficienti nella fase terminale dell'esistenza, ma luoghi di vita e di riferimento per tutti”.
Nato a Lecco (1960), dove tuttora vive, Gian Maria Zappelli è laureato in Filosofia, con una successiva formazione in psicologia, indirizzo clinico.
Per più di trent’anni si è dedicato ad accompagnare le persone nell’irrobustire le capacità di relazione con sé stesse e con gli altri.
Autore di numerosi volumi di psicologia dedicata alle competenze relazionali, scrive poesia e i suoi versi sono raccolti in otto volumi.
Ispirato dalla sua formazione psicologica, nel suo lavoro fotografico ricorrono due elementi:
• l’età adulta, la narrazione della vita di uomini e donne dove il tempo ne ha plasmato gli sguardi, la pelle e il corpo
• la bellezza invisibile, esperienze di grandezza umana che rimangono ai margini o nell’ombra, dalle comunità esposte alla loro scomparsa alle periferie cittadine del mondo. Ma anche narrazioni di invisibili gesti di ordinario impegno sociale e civile. Testimonianza di defilate bellezze di umanità.
Tra le sue ultime esposizioni ricordiamo:
• Vienna, LIK Galerie: “Iraq, Mending Peace ” 07/26
• Budapest International Foto Awards: “Sixteen Kinds 05/26
• Valmadrera, Centro Fatebenefratelli: “Scarti di vita” 10/25
• Lecco, Officina Badoni: “Gli anni smarriti” – 09/25
• Rovereto, Biblioteca Tartarotti. “Il lavoro dove passi” – 07/25
• Milano, Spazio Tadini: “Sotto i piedi” – 12/24
• Lodi, Festival della Fotografia Etica, Circuito off: “Per strada: il lavoro dove passi” – 10/24
• Lecco, Torre Viscontea: “Per strada: il lavoro dove passi” – 04/24
Anche quest'anno abbiamo accolto l'invito del Papa a festeggiare la VI Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani domenica 26 luglio 2026.
Il tema scelto dal Santo Padre Leone XIV per la celebrazione di questa giornata, "Io invece non ti dimenticherò mai" ( Is 49,15), ci invita a riconoscere nell'amore fedele di Dio la risposta più profonda alla solitudine e all'oblio nel quale troppo spesso la vita degli anziani finisce per smarrirsi. È un messaggio di consolazione e di speranza: il Signore conosce il volto di ciascuno, non si dimentica di nessuno e il suo amore non viene mai meno, nemmeno nella fragilità della vecchiaia.
La Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani, istituita nel 2021 da Papa Francesco, si sta consolidando come una tradizione che educa le nostre comunità a mettere sempre più al centro gli anziani, non in modo straordinario o occasionale, ma in maniera ordinaria e strutturale. È una pedagogia che ci insegna a riconoscere il loro ruolo insostituibile come custodi della memoria, testimoni della fede e maestri di vita.
Ci uniremo all'invito del Papa con la celebrazione della Santa Messa alle ore 10.20 nella Chiesa degli Istituti e nel pomeriggio festa per le famiglie e i nonni, con animazione, musica e merenda dalle ore 15.00 al Bar la Gerla d'Oro.
Si intitola “IRAM: le stagioni del tempo, la ricchezza del dono” la mostra esperienziale promossa dall’Associazione Amici Sostenitori degli Istituti Airoldi e Muzzi con il supporto della Fondazione Comunitaria del Lecchese, Inner Wheel Club di Lecco, Editoria Grafica Colombo, Icam e Aspoc.
“Si tratta di un’iniziativa che abbiamo fortemente voluto per valorizzare e far conoscere l’eccezionalità di una storia di carità, quella degli Istituti Riuniti Airoldi e Muzzi, che attraversa i secoli fino ad arrivare ai giorni nostri. – spiega Anna Maria Anghileri, presidente dell’Associazione – Già il titolo scelto racchiude il senso più profondo del progetto: il tempo che scorre, le vite che si intrecciano e il dono, silenzioso ma potente che attraversa le generazioni. È un racconto, una restituzione e, soprattutto, un gesto di memoria condivisa”.
La mostra, curata da Laura Polo D’Ambrosio, Giorgio Melesi e Francesco D’Alessio, ripercorre dunque in modo originale e coinvolgente la storia degli IRAM, svelandone i significati più autentici: “Raccontiamo secoli di storia della nostra RSA: una storia fatta di volti, di mani, di gesti quotidiani spesso invisibili, ma fondamentali. Una storia di cura, dedizione e lavoro silenzioso, che ha accompagnato intere generazioni. Custodire la memoria di questa storia e restituirla alla città di Lecco è dunque il nostro obiettivo: perché, riscoprendo il filo ininterrotto di generosità che unisce il passato e il presente, siamo invitati a guardare al futuro con responsabilità e consapevolezza”.
Portare la storia e la vita degli IRAM nel cuore della città dove questa storia è nata: di qui la scelta di collocarla nel nuovo Oratorio di Lecco, nei giorni della sua apertura: “Gli Istituti sono parte di questa comunità, ne sono autentica espressione. – sottolinea il presidente degli IRAM, Giuseppe Canali - E anche il lavoro che ci ha mosso in questi anni è stato all’insegna di ricreare un dialogo vivo con l’intera comunità: lo testimoniano le molteplici iniziative di cui siamo stati protagonisti, ultima delle quali il progetto “RSA: dove le generazioni si incontrano”. Perché è dal rapporto fecondo tra generazioni che la comunità può crescere: esperienza ed entusiasmo, passato e presente, tradizione e innovazione trovano nuovi modi di intrecciarsi fra loro, generando un processo che consente a tutti di arricchirsi”.
E quella dell’IRAM è davvero una storia fatta di generosità che attraversa i secoli: “Gli Istituti Riuniti – spiega Francesco D’Alessio - sono la sintesi di tre storie che, come torrenti che si incontrano, generano un fiume di cura e dedizione alla comunità cittadina, all’insegna del prendersi cura dei più deboli: l’Ospedale di Acquate, nato dall’eredità del notaio Giovanni Antonio Airoldi del 1594; la Società di Beneficienza Muzzi di Lecco, fondata nel 1888 per iniziativa di un gruppo di “giovani volenterosi”, appoggiati da Antonio Stoppani e da Antonio Ghislanzoni, che nel 1902 acquistò un grande stabile in via Azzone Visconti; e il legato del possidente e musicista Isidoro Calloni di Rancio, che, morendo nel 1901, volle destinare alla Congregazione di Carità di Rancio con l’indicazione di insediare nella bella dimora di Castione una casa per gli anziani. Con Regio Decreto del 1926 furono unite le due più antiche dando vita al “Ricovero dei vecchi poveri di Lecco e territorio Airoldi-Muzzi”, dove nel 1928 confluì anche il patrimonio generato dalla liquidazione del generoso portafoglio immobiliare del legato Calloni. Questa fusione fu accolta con entusiasmo e generosità dai lecchesi, che la sostennero nel tempo con lasciti proseguiti fino ai giorni nostri”.
Un lavoro di ricerca, quello condotto da Francesco D’Alessio, che ha trovato importante linfa nell’opera di catalogazione e digitalizzazione dell’archivio degli Istituti realizzata, sempre nell’ambito del Progetto, da Anna Maria Molinari.
Il progetto espositivo, curato da Laura Polo D’Ambrosio e Giorgio Melesi, intende restituire in modo assolutamente originale e coinvolgente “l’incontro con la fragilità che ci appartiene e, al tempo stesso, con la generosa determinazione per il bene della comunità che la storia degli Istituti ci consegna. È un incontro con la vita, in tutte le sue dimensioni, che si fa esperienza personale”. In questo percorso si innesta il laboratorio condotto, fianco a fianco, tra gli ospiti degli Istituti, gli educatori e i ragazzi di Aspoc: “Con loro ci siamo focalizzati sul grande parco al centro delle residenze: prima giardino privato, poi parco della filanda Cramer & Muller, quindi spazio di vita per gli stessi ospiti. Tra gli alberi centenari che vi sono collocati, ne abbiamo simbolicamente individuati tre che, rappresentano, per così dire i patriarchi del luogo: un cedro, una sequoia, un cipresso. Sono testimoni che hanno accompagnato la vita di centinaia di persone che hanno vissuto come dipendenti o come ospiti negli Istituti”.
La mostra, che presenta anche un video emozionale realizzato a cura di Alessia Colombo e Marco Rognoni, si sviluppa attraverso un percorso che spazia da una rappresentazione grafica delle tappe salienti della storia degli Istituti ad uno spazio centrale dove trova collocazione anche un’installazione raffigurante i patriarchi e alla raffigurazione di una sorta di “albero della vita” che offre una grande rappresentazione di questa storia di comunità. Si conclude con l’invito a guardare oltre attraverso il grande crocifisso del Collina e una riflessione di Leone XIV.
Apertura il 21 Maggio alle ore 18 – Sabato 23 alle 15 presentazione mostra con i curatori
La mostra aperta fino al 3 giugno tutti i giorni dalle 16 alle 19
Sabato 9 maggio – Parco dei nostri Istituti
Un'iniziativa di animazione sociale e terapeutica che trasforma la RSA in un luogo di narrazione viva, coinvolgendo attivamente residenti, dipendenti e familiari in ogni fase del progetto.
L'evento non è una semplice sfilata, ma un percorso corale con obiettivi specifici:
· Co-progettazione Partecipata: ciascuno ha scelto gli abiti o gli oggetti che più rappresentano la propria storia, i familiari hanno contribuito con aneddoti e materiale d'archivio, e i dipendenti hanno supportato la preparazione estetica e logistica, rafforzando il legame affettivo con l'anziano e condividendo anche i loro ricordi e tradizioni;
· Recupero delle Tradizioni: in mostra abiti d'epoca e/o appartenenti a paesi e culture diverse, spesso legati alle radici di ciascuno, stimolando la memoria a lungo termine;
· Condivisione di Ricordi Felici: ogni partecipante racconta il "perché" di una scelta, trasformando la passerella in un momento di narrazione autobiografica che favorisce l'empowerment e l'autostima;
· Apertura al Territorio e intergenerazionalita’: una iniziativa che mira a rompere “l'isolamento” della struttura, coinvolgendo i ragazzi delle scuole superiori e aprendola al territorio.
Non solo un evento ricreativo, ma un potente strumento terapeutico che mette al centro la dignità e la storia di vita degli ospiti e il senso di appartenenza di familiari e personale.
La sfilata sara’ un vero momento di comunità condivisa, un percorso davvero completo che unisce creatività manuale e memoria storica.
Nei laboratori per la creazione dei gioielli , dei “vasi fioriti” e delle merende sono stati coinvolti , con gli educatori, residenti e ragazzi delle scuole superiori: un impegno non solo per abbellire visivamente la passerella, ma per dare ai partecipanti un senso di protagonismo concreto nella cura dell'evento.
Ancora più profondo il lavoro autobiografico condotto da Annalisa, educatrice del Bar la "Gerla d'Oro": la raccolta delle storie di vita ha trasformato la sfilata in un ponte tra generazioni, dando voce ai ricordi e al valore alle persone.
Martedì 21 aprile 2026 si è riunito il nuovo Consiglio di Amministrazione degli Istituti, in carica per il quadriennio 2026 – 2030, che ai sensi dell’art. 8 dello Statuto risulta così composto:
Il Consiglio di Amministrazione ha quindi provveduto, come previsto dall’art. 9 dello Statuto, alla nomina del Presidente e del Vicepresidente.
Per acclamazione, è stato eletto Presidente per il quadriennio 2026–2030 il signor Giuseppe Canali e Vicepresidente la signora Donatella Puccia.
Il Presidente ha ringraziato tutti i Consiglieri per la rinnovata fiducia accordata e la Consigliera Donatella Puccia per aver accettato l’incarico di Vicepresidente.
Ha inoltre invitato tutti i membri del Consiglio a garantire un contributo attivo e concreto nell’affrontare gli impegni e le scelte dei prossimi anni, ponendo al centro gli interessi degli ospiti, delle loro famiglie e dei lavoratori, attraverso un confronto sereno e responsabile che consenta di assumere le decisioni più opportune.
Domenica 29 marzo, dalle 10 alle 17, il Servizio educativo degli Istituti Riuniti Airoldi e Muzzi ETS propone nel parco degli IRAM il “Mercatino di Primavera”. L’iniziativa, che ormai è divenuta una tradizione consolidatasi nelle due edizioni di Primavera e Inverno, si inserisce nel progetto "RSA, dove le generazioni si incontrano", e ha come obiettivo offrire a tutta la popolazione un momento di condivisione e di incontro di una realtà ancora troppo spesso considerata un luogo chiuso e frequentato solo dai residenti e dai loro familiari.
Il Mercatino permette invece a chi vi partecipa di fare esperienza della RSA non solo come luogo di accoglienza e cura dedicata alle persone anziane e fragili, ma soprattutto come luogo di vita attiva per chi viene accolto, per i loro familiari e per chiunque voglia avvicinarsi a queste realtà e condividerne le attività e le proposte.
Il successo dell’edizione di Natale vede il Mercatino, in questa edizione primaverile, riproporre la presenza di hobbisti e Associazioni e l’esposizione dei prodotti realizzati nei laboratori di falegnameria e nel laboratorio creativo degli Istituti.
