Istituti Riuniti Airoldi e Muzzi

Residenza Sanitaria Assistenziale

Quando è il momento di farsi sostenere

Gli Istituti Riuniti Airoldi e Muzzi, ONLUS, da più di quattrocento anni prestano la loro attività, ispirata fin dalla loro fondazione ai valori della carità cristiana, a servizio della persona anziana.

Impegnati per supportarti e
assisterti

Gli Istituti Riuniti Airoldi e Muzzi da più di quattrocento anni prestano la loro attività, ispirata fin dalla loro fondazione ai valori della carità cristiana, a servizio della persona anziana.
Oggi, più che non in passato un anziano che perde la propria autonomia per un evento traumatico improvviso o per una malattia degenerativa, necessita di trovare accoglienza in strutture confortevoli, qualificate e in grado di offrire risposte assistenziali e sanitarie adeguate.
Con professionalità, competenza e passione gli Istituti Riuniti Airoldi e Muzzi sono impegnati quotidianamente a prendersi cura di ogni ospite, con l’obiettivo di preservarne le capacità residue, offrendo prestazioni medico-specialistiche-riabilitative volte a prevenire, risolvere o ritardare l’insorgenza di eventi invalidanti.
Con il contributo di tutte le professionalità definiscono e aggiornano progetti di intervento personalizzati, individuali o di piccolo gruppo. Promuovono la formazione e l’aggiornamento del personale con particolare attenzione alla crescita personale e professionale di tutti gli operatori. Favoriscono il mantenimento dei legami degli ospiti con la famiglia e le reti amicali, anche attraverso l’apporto del volontariato, affinchè gli Istituti non siano solo un luogo di cura e assistenza, ma un luogo di vita, aperto alla collaborazione di tutti.

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Chi siamo


Una struttura ben organizzata per la cura dell'anziano

Gli Istituti sono un ente senza scopo di lucro, diretto da un Consiglio di Amministrazione (CdA) che si avvale della collaborazione della Direzione Generale e della Direzione Sanitaria.
Nell’aprile 2014 si è insediato l’attuale CdA composto da sette membri, di cui tre nominati dal Comune di Lecco, tre nominati dall’Associazione Amici degli Istituti Riuniti Airoldi e Muzzi, il Parroco pro-tempore della Parrocchia di Acquate.


CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE IN CARICA
Giuseppe Canali Presidente giuseppe.canali@airoldiemuzzi.it
Rosaria Bonacina Vice-Presidente rosaria.bonacina@airoldiemuzzi.it
Emilio Amigoni Consigliere
Fernanda Castellani Consigliere
Mario Galli Consigliere
Alfredo Vassena Consigliere
Don Carlo Gerosa Consigliere
DIRETTORE GENERALE
Fulvio Sanvito fulvio.sanvito@airoldiemuzzi.it
DIRETTORE SANITARIO
Dott. Andrea Millul andrea.millul@airoldiemuzzi.it
Revisore Unico
Dott. Pierangelo Bonfanti
Presidente Organismo di Vigilanza (D.lgs 231/01)
Dott. Pierangelo Bonfanti odv231@airoldiemuzzi.it

All’interno degli Istituti sono presenti anche una comunità delle “Suore di Carità delle Sante Bartolomea Capitanio e Vincenza Gerosa” dette “Suore di Maria Bambina” e un cappellano a supporto dell’assistenza spirituale degli ospiti.

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News ed Eventi

Dono di mascherine dal Governatorato Cinese alle RSA della provincia di Lecco

Nell’ambito dell’iniziativa “La cultura del Bambù e la cultura dell'Ulivo si incontrano", promossa da A.I.C.C.R.E. (Associazione Italiana per il Consiglio dei Comuni e delle Regioni d'Europa Federazione Lombarda) in collaborazione con F.I.P.I. (Federazione Internazionale Proprietà Intellettuale) ed insieme a ICCX (CENTRO PER L'INTERSCAMBIO E LO SVILUPPO CULTURALE ITALIA-CINA) con il sostegno della Regione Lombardia, il Governato Cinese ha regalato, perché siano di aiuto nella lotta al Coronavirus, 2000 mascherine chirurgiche, grazie all'iniziativa di Sean White (Presidente ICCX) e alla collaborazione di F.I.P.I. 

Questa iniziativa vede presenti come partner strategico U.N.E.B.A., che ha provveduto ad assegnare alle RSA il materiale ricevuto.  Questa mattina si è svolta, a tal proposito, un incontro presso gli Istituti Riuniti Airoldi E Muzzi di Lecco, a cui hanno partecipato Franco Massi (presidente nazionale Uneba), Roberto De Capitani  (presidente provinciale Uneba), Virginio Brivio (Sindaco Lecco), Luciano Valaguzza (presidente A.I.C.C.R.E.), Piercarlo Borgongelli (vicepresidente F.I.P.I.), Sean Withe (presidente I.C.C.X) e Walter Pistarini (vicepresidente I.C.C.X.), oltre a Giuseppe Canali (presidente Istituti Airoldi e Muzzi) e a Fausto Sanvito (direttore Istituti Airoldi e Muzzi).

Va segnalato come Sean White, Presidente di ICCX (Centro per l'interscambio e lo sviluppo culturale Italia-Cina), sia molto affezionato alla città di Lecco in quanto suo primo luogo di residenza al suo arrivo in Italia per studio: e proprio a Lecco si è incontrato con la letteratura italiana grazie al Manzoni e quindi è diventato un grande divulgatore della cultura Italiana in Cina. 



25 giu 2020
"Distanti, ma non soli". Prosegue il progetto con l'IIS Bertacchi

L'anno scolastico si è concluso, ma docenti e studenti dell'IIS Bertacchi hanno accolto la proposta del Servizio Educativo dei nostri Istituti di non interrompere il progetto "Distanti, ma non soli" ma di proseguirlo ampliandolo ulteriormente con un nuovo progetto dal titolo  "Nonni a distanza".

Ecco la relazione di verifica che racconta la prima fase del progetto, sottolineandone gli aspetti positivi, i possibili sbocchi e le modalità per proseguire. Nella speranza in un futuro non troppo lontano di poter uscire dalla fase virtuale e tecnologica e di poter far incontrare ospiti e studenti 

La scuola ha un compito formativo essenziale per consentire alle nuove generazioni di crescere, non solo istruite e rispettose delle regole comuni, ma anche con un bagaglio esperienziale che permetta ai nostri giovani di fondare le proprie scelte su solide basi etiche e valoriali. Le esperienze che ciascuno di noi vive, assumono ancor più significato quando sono collocate all’interno di particolari avvenimenti storici.  La pandemia da Covid 19 rappresenta indubbiamente uno di questi: verrà probabilmente ricordata fra molti anni come uno dei fatti più importanti di inizio XXI secolo e lascerà tracce in campo socio-politico ed economico che ad oggi si riescono a vedere solo a tratti. Purtroppo alcune di queste avranno una connotazione negativa, basti pensare ai più di 30.000 morti o a coloro che hanno perso il lavoro, altre invece potrebbero aiutarci a vivere in maniera diversa la nostra quotidianità. E’ con questa consapevolezza che è nato il progetto “Distanti, ma non soli”, frutto di una sinergia tra scuola e territorio e in modo particolare tra gli Istituti Riuniti Airoldi E Muzzi di Lecco e l’IIS G. Bertacchi. Come invitare i nostri studenti ad alzare lo sguardo per scorgere, oltre le pur legittime preoccupazioni personali, lo sguardo dell’altro, magari più fragile e bisognoso di sostegno e vicinanza? Come consentire durante il lockdown di uscire dalle proprie abitazioni, seppur soltanto metaforicamente, per dare significato alla quotidianità, al di là della tanto discussa Didattica a distanza? E ancora, saranno capaci i nostri tanto criticati giovani di gesti di solidarietà in una società dove sembrano imperare l’individualismo e l’egoismo?                                

Il progetto “Distanti, ma non soli” ha preso il via il giorno 27 aprile portando con sé questi interrogativi e tante speranze. Ad oggi, dopo poco più di un mese, i sentimenti che si percepiscono sono di grande soddisfazione per il cammino fatto, di certezza che questi abbia segnato positivamente chi ha accettato di intraprenderlo, di speranza che possa proseguire con la fase 2 che abbiamo deciso di chiamare “Nonni a distanza”.  Alla prima parte del progetto hanno partecipato circa 80 studenti iscritti ai vari indirizzi dell’IIS Bertacchi, i quali hanno fatto pervenire agli ospiti dell’Airoldi e Muzzi un segno di vicinanza, incoraggiamento, condivisione. Alcuni hanno scelto di inviare un testo scritto raccontando il legame speciale con i loro nonni e l’importanza degli anziani, soprattutto per l’esempio di saggezza di cui sono portatori. Altri hanno condiviso delle riflessioni sulla loro quotidianità al tempo del coronavirus; altri ancora hanno messo per iscritto i sentimenti e le difficoltà di un ragazzo o una ragazza che cresce e scopre le mille sfaccettature della vita. Ci sono stati studenti che hanno preparato dei bellissimi lavoretti (un cuore, un fiore…) con vari materiali, per poi fotografarli ed inviarli con tanto di dedica.  Non sono mancati coloro che hanno preferito girare un video con stupende immagini di vita quotidiana (dei fiori, un prato, una montagna, degli animali domestici). Alcuni hanno usato lo strumento dell’ironia, suscitando un sorriso con video divertenti. Qualcuno ha messo in mostra il proprio talento musicale, qualcun altro quello artistico con splendidi disegni. A volte è bastata una fotografia di una montagna per rievocare piacevoli ricordi ai nostri anziani. Infine non sono mancati quelli che hanno coinvolto i propri famigliari; neppure gli insegnanti si sono tirati indietro! Con la costante collaborazione dei Servizi educativi dell’Airoldi e Muzzi, i vari lavori sono stati visionati, stampati ed è stato deciso a quali ospiti destinarli. Ad oggi stanno progressivamente giungendo le risposte degli anziani che li hanno ricevuti. Gli studenti riportano soddisfazione e particolare gradimento nel constatare come il loro lavoro sia giunto a destinazione e possa avere aiutato qualcuno a stare meglio e a sentirsi meno solo. Non sono mancati alunni che hanno chiesto la possibilità di incontrare gli ospiti da cui hanno ricevuto una risposta. Tutto ciò, oltre che trasmetterci soddisfazione e gioia, ci rende sempre più consapevoli dell’importanza che rivestono le proposte educative per le nuove generazioni. Ora che la scuola è finita e ci attende l’estate, ci dedicheremo con ancor più entusiasmo alla prosecuzione del progetto, per non interrompere un percorso di crescita che necessita di essere ulteriormente stimolato, nel rispetto e nella tutela della libertà di scelta di  ciascuno.

Gli Ospiti degli Istituti hanno potuto, in questo periodo così difficile da vivere e forse anche solo da raccontare, godere di uno spiraglio di normalità accogliendo le immagini ed i pensieri delle allieve e degli allievi impegnati ad aiutarci ad uscire con la fantasia da spazi emozionali che diventano ogni giorno più stretti.

Gli ospiti hanno accolto il compito di rispondere e trasmettere la loro esperienza e i loro consigli inviando piccoli pensieri, alcuni commenti audio con il supporto degli educatori.

In un momento in cui le famiglie sono “fisicamente” mancate, la possibilità di sentire vicini tanti ragazzi che si sono impegnati con i loro elaborati, ha portato una ventata di fiducia e, perché no, di distrazione.

I video soprattutto, alcuni rievocativi, altri più impegnati, altri spiritosi, offrono l’opportunità di un breve,  ma  intenso svago perché tutti hanno colto la consapevolezza dell’impegno di tutti questi studenti.

I disegni, le fotografie, le frasi colpiscono perché sono stati centrati gli interessi degli ospiti: tutti soggetti della quotidianità che hanno vissuto e che vivono.

Non mancano anche veri e propri scritti in cui alcuni di loro hanno messo a nudo la loro personalità ed incertezze tipiche di un’età già così difficile complicata, in questo momento, da una pandemia che nessuno avrebbe neppure immaginato.

Tanto si è messo e si metterà in gioco perché questo progetto proseguirà evolvendo in un maggior contatto personalizzato e, speriamo, si possa poi tramutare in una conoscenza e un abbraccio non solo virtuale.

 

I referenti del progetto

Stefano Sangalli -  Insegnante IIS Bertacchi Lecco 

Luisa Palma  -  Servizio Educativo IRAM 




10 giu 2020
Supplica e affidamento alla Madonna di Lourdes
Il prevosto di Lecco mons. Davide Milani, il presidente Giuseppe Canali, e il sindaco di Lecco Virginio Brivio, martedì 12 maggio alle ore 12, presso la grotta della Madonna di Lourdes  dei nostri Istituti, pregheranno per gli ospiti degli Istituti, i medici, gli infermieri, tutto il  personale di cura e dei servizi generali, implorando la fine della pandemia.
Ricorderanno con una preghiera di suffragio anche tutti i defunti in questo periodo di emergenza. 
La supplica sarà trasmessa in diretta su www.leccocentro.it e www.leccofm.it.
Ringraziamo Mons. Davide Milani e il sindaco di Lecco Virginio Brivio,  per aver accolto l'invito a condividere, attraverso la preghiera, le difficoltà che la pandemia ha creato alla nostra struttura.
Invitiamo tutti ad unirsi, almeno virtualmente, alla nostra preghiera.

11 mag 2020
Festa di Santa Caterina - Santa Messa

Mercoledì 29 aprile,  in occasione della Festa di Santa Caterina da Siena, Patrona della Chiesa degli Istituti, Don Gianni Grulli ha celebrato la Santa Messa in suffragio degli ospiti deceduti in questo periodo di epidemia.

Insieme alla Suore della nostra comunità ha invocato Santa Caterina perché cessi il contagio, sia ridonata la salute agli ospiti, e protezione a tutto il personale.

La celebrazione è stata videoregistrata ed è pubblicata sul canale YouTube degli Istituti al link:

https://www.youtube.com/watch?v=HX7YBW1CNOo

Di seguito condividiamo Il pensiero introduttivo e l’Omelia di Don Gianni e le intenzioni di preghiera preparate dalle Suore della nostra Comunità.

Don Gianni e le Suore ogni giorno nella celebrazione della Santa Messa pregano per tutti gli Istituti.

 

 

29 aprile 2020

FESTA DI SANTA CATERINA

Santa Messa celebrata da don Gianni Grulli – Cappellano

 

 

Introduzione alla Santa Messa

 

E’ una vera grazia quella che mi è offerta oggi per incontrarvi, sia pur virtualmente, miei carissimi amici Ospiti, e con voi tutte le persone premurose che quotidianamente con amore vi assistono. Ne ringrazio il Signore!

Sono ormai quasi due mesi che non mi è permesso vedervi personalmente nei vari reparti e di celebrare con voi e per voi la santa Messa festiva qui in Chiesa. Quanto mi mancate! Mi mancano la vostra generosità, il vostro buon esempio e la vostra gioiosa disponibilità a ricevere i Sacramenti.

Questa brutta malattia che ha sconvolto il mondo intero ci ha tenuti fisicamente distanti: ma voi sapete che io vi ho presenti tutti nel mio ricordo e nella preghiera. Ogni giorno, da ormai 10 anni, da quando sono qui con voi, ogni mattina celebro la santa Messa per voi e per i vostri cari: a maggior ragione è doveroso e piacevole per me in questo momento difficile. Spero che presto tutto questo malefico virus abbia a terminare, così potremo come un tempo ritrovarci insieme e godere della nostra sincera e contagiosa amicizia.

E proprio perché tutto ciò avvenga quanto prima, con gioia celebro questa santa Eucaristia, augurandovi tanta serenità e pazienza!  

Ci aiuti dal Cielo la nostra santa patrona Caterina da Siena di cui ricorre proprio oggi la festa liturgica! Buona Messa a voi tutti!

 

Omelia

 

Bello e consolante per me, dopo tanto tempo, poter finalmente celebrare la santa Messa nella nostra cara bianca chiesetta, nella festa liturgica della santa patrona Caterina da Siena. Sì, una vera consolazione! 

Ma un po’ di consolazione ne abbiamo tanto bisogno tutti noi, dopo aver assistito, quasi impotenti, alla sofferenza e alla morte di tanti nostri fratelli e sorelle del nostro Istituto. Quella della consolazione è l’azione precipua dello Spirito Santo, il grande Consolatore! A Lui la chiederemo in questa santa Messa.

Per me personalmente è un altro piccolo motivo di consolazione l’aver potuto, in occasione della Giornata del Malato lo scorso mese di febbraio, amministrare il Sacramento dell’Unzione a quasi tutti gli Ospiti dell’Istituto prima che questa drammatica malattia ci colpisse a livello mondiale: così, anche se inconsapevolmente, vi ci siamo spiritualmente preparati, Anche se non fisicamente io sono sempre stato accanto a questi cari amici che ci hanno lasciato, pregando e soffrendo con loro. 

Adesso tutti insieme vogliamo offrire in questa Messa al Signore le loro sofferenze e il gesto di fede che ha accompagnato il loro passaggio alla vita eterna: il Signore tutti li accolga, magari con la sua carezza, quella che spesso i loro cari dolorosamente sono stati impediti di dare.

Sono vicino e grato a tutti gli amici del Personale, che si sono prodigati per alleviare le loro sofferenze, per rendere meno dolorosa e triste la loro dipartita. Il Signore un giorno ne terrà conto!

E vicino sono anche ai loro Parenti, a cui mi lega una sincera e fraterna amicizia.

Speriamo di rivederci presto, quando tutto questo enorme disagio terminerà, tutti insieme, e fortificati da questa lunga, forzata lontananza, di riconoscerci persone migliori, sempre più pronti ad aiutarci vicendevolmente.

E’ questa la mia preghiera e il mio augurio per ciascuno di noi. 

 

Preghiera dei fedeli

 

La nostra Patrona Santa Caterina che illuminò l’Italia e la Chiesa con il dono della Sapienza e della Santità e si fece messaggera di pace ci conservi docili  al magistero di Papa  Francesco,  ci doni lo spirito della concordia  e del  dialogo fraterno e un vivo interessamento  per il progresso dell’umanità.

Preghiamo

 

La perdita di una persona cara ci pone di fronte a una grande sofferenza, perché la morte determina un distacco doloroso dalle persone alle quali si vuole bene. Ti preghiamo Signore perché la grazia della Pasqua di Cristo trasformi questo dolore in speranza.

Preghiamo

 

Signore ti preghiamo per tutti i defunti di questa pandemia, in particolare per i nostri cari e amati ospiti, accoglili in Paradiso nella festosa assemblea dei Santi.   Noi crediamo che i nostri cari defunti, come dice il libro della Sapienza, sono nella pace, sono nelle tue mani, ma tu asciuga le nostre lacrime.

Preghiamo 

 

Per tutto il personale che opera, a qualsiasi livello, a favore dei nostri ospiti, perché il Signore li ringrazi e li incoraggi a compiere con tanta dedizione il loro servizio di assistenza e di consolazione. 

Preghiamo

 

29 apr 2020
Progetto "Distanti, ma non soli"

Alcuni insegnanti dell’I.I.S. Bertacchi di Lecco, pensando alle fragilità sociali che stanno emergendo in questo periodo di pandemia e facendo riferimento alla nostra città, hanno pensato di promuovere un’iniziativa di solidarietà a favore degli ospiti degli Istituti Riuniti Airoldi e Muzzi di Lecco. La lontananza dagli affetti rischia di rivelarsi per loro insidiosa almeno quanto il pericolo sanitario, soprattutto tenendo conto che si tratta di persone anziane o in condizioni di difficoltà psico-fisica. L’idea è quindi quella di cercare di trasmettere la vicinanza degli studenti, il loro affetto e il loro incoraggiamento utilizzando i mezzi che la tecnologia oggi mette a disposizione. Agli alunni viene proposto di scrivere un breve testo, oppure cimentarsi in un disegno, o in alternativa registrare un breve video, da inviare alla Responsabile del Servizio Educativo degli Istituti e con l’obiettivo di rendere tangibile la loro vicinanza e il loro incoraggiamento alle persone che lo riceveranno. Il progetto dal titolo “Distanti, ma non soli” vuole sottolineare come la lontananza fisica non debba necessariamente portare ad una triste condizione di solitudine. La partecipazione degli studenti ed eventualmente delle loro famiglie e libera e l’iniziativa sarà essere indirizzata in particolar modo agli ospiti che hanno minori possibilità di mettersi in collegamento con i propri cari per le più svariate motivazioni. Si tratterà di una sorta di adozione a distanza!

L’iniziativa potrebbe poi avere un seguito anche quando, speriamo presto, la situazione sanitaria migliorerà, consentendo così di ridurre le distanze sociali.

Di seguito il progetto che ha preso avvio il 27 aprile 2020

DISTANTI, MA NON SOLI

Il distanziamento sociale a cui siamo costretti è uno degli aspetti più negativi della difficile situazione che stiamo vivendo. La necessità di limitare i contatti anche con i famigliari più stretti ma non conviventi, sta progressivamente incidendo in modo negativo soprattutto sulle situazioni di maggior fragilità, provocando danni afferenti la sfera emotiva, che si vanno ad aggiungere a quelli strettamente sanitari. Come non pensare a tal proposito a quello che sta succedendo nelle RSA (residenze sanitarie assistenziali), dove migliaia di anziani vivono distanziati fra loro e soffrono la solitudine. 

Proprio partendo da questa constatazione è nata l’idea del progetto “DISTANTI, MA NON SOLI”, in collaborazione con gli Istituti Riuniti Airoldi e Muzzi di Lecco. In cosa consiste?

Ad oggi, l’unico modo per accorciare le distanze sociali è l’utilizzo della tecnologia, che pur non avendo la stessa efficacia della presenza fisica, ci consente di usufruire di diversi canali di comunicazione. L’obiettivo che ci poniamo è quello di far sentire la nostra vicinanza, il nostro incoraggiamento, il nostro affetto, la nostra condivisione nonostante la distanza. Come?

1) Inviando una mail all’indirizzo di posta elettronica scuola.vicina@airoldiemuzzi.it  ,creato appositamente per noi dall’RSA lecchese, e per conoscenza all’indirizzo distantimanonsoli@gmail.com

A questi indirizzi potranno essere spediti testi di varia tipologia; l’importante è che non siano troppo lunghi e che si abbia ben presente le persone a cui sono destinate, cioè anziani non autosufficienti. Non abbiate timore di non essere all’altezza, anche la più piccola idea può portare frutti insperati!

Di seguito alcuni suggerimenti non vincolanti e che non intendono certo tarpare le ali alla vostra fantasia:

- Un testo, anche sotto forma di lettera, in cui viene raccontato come trascorrete le vostre giornate, oppure un avvenimento significativo che vi ha colpito e che volete condividere, delle riflessioni su ciò che sta succedendo, una poesia che amate, un ricordo del vostro rapporto con i nonni, la passione per l’attività sportiva che praticate o per qualsiasi forma di arte, quali sono i vostri sogni, le vostre speranze, le vostre preoccupazioni ect…

- Una fotografia raffigurante un paesaggio che vi sta particolarmente a cuore: una montagna, un lago, una città ect.., accompagnata da un breve pensiero scritto.

- Per coloro che possiedono buone capacità artistiche potrebbe essere bello e utile anche un disegno, che poi scannnerizzate ed inviate.


2) Usufruendo del numero di cellulare dedicato messo a disposizione per questo progetto dall’Airoldi e Muzzi, potrete inviare un breve video su WhatsApp. Come per le mail , anche in questo caso le possibilità sono molteplici. Ecco qualche esempio:

- Video in cui salutate ed utilizzate parole di vicinanza e di incoraggiamento.

- Video in cui vi registrate mentre utilizzate uno strumento musicale per suonare una canzone adatta all’utenza a cui è destinata.

- Video in cui recitate una poesia o raccontate una barzelletta.

Tutto il materiale verrà vagliato dalla Responsabile dei Servizi Educativi e dalla Vice presidente dell’RSA, che decideranno a quali ospiti verrà destinato. 

La partecipazione all’iniziativa è assolutamente libera e può essere allargata ai propri famigliari.

Troveremo il modo per farvi avere un rimando su come reagirà chi riceverà il vostro atto di solidarietà. Nel frattempo…diamoci da fare e #ALZIAMOLOSGUARDO per accorciare le distanze!





27 apr 2020
I Presidenti degli Enti Gestori delle RSA e RSD scrivono alla Regione Lombardia

Il testo della lettera inviata al Presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana; all’Assessore Welfare, Giulio Gallera; e p.c al Commissario della Protezione, Civile Angelo Borrelli;  al presidente di ANCI Lombardia, Mauro Guerra

Milano, 20 aprile 2020

Oggetto: criticità rilevate dagli Enti sociosanitari a seguito d’infezione COVID 19 e richiesta costituzione tavolo di lavoro comune

    Dall’inizio dell’emergenza epidemiologia, che ci vede tutti coinvolti, il Governo e le Regioni hanno emanato e diffuso atti diversi e numerosi, all’interno dei quali sono state fornite indicazioni operative per gestire le conseguenze dell’evolversi della situazione sanitaria.

    Regione Lombardia, per tramite delle AA.TT.SS., ha inviato le proprie indicazioni/linee guida ai gestori presenti sul territorio. Si deve purtroppo costatare che, in queste otto settimane, abbiamo assistito al moltiplicarsi di mail, note, circolari, linee guida, a volte contrastanti tra di loro e/o con le disposizioni del governo centrale o di ritorno su precedenti decisioni o ad interim. Tutto ciò non ha consentito agli Enti di mettere bene a fuoco la situazione e di garantire piena razionalità e permanente continuità nei modi e nei tempi di vigilanza, ad esempio per l’esecuzione di tamponi, né di creare tutti i necessari presupposti al lavoro in sicurezza e a tutela della salute di ospiti e operatori, trovatisi ad affrontare un’infezione assolutamente non rientrante nelle ICA.

    Permangono ad oggi ancora troppe questioni aperte che richiedono un intervento prioritario da parte di Regione Lombardia, non più procrastinabile, che deve essere incentrato sulla reale congiuntura in atto, purché espressa da chi la vive in prima linea piuttosto che su interpretazioni a tavolino o finanche su articoli e servizi dei media.

    Di seguito vengono richiamate, le principali istanze in più occasioni già sottoposte alla vostra attenzione, con la richiesta di un concreto recepimento e trasformazione in atti formali e sostanziali.

Tamponi e indagini sierologiche

    Fino ad oggi la maggior parte delle Unità di Offerta Sociosanitarie per anziani (RSA), persone con disabilità (RSD e CSS), così come tutte le altre tipologie di strutture sociosanitarie hanno dovuto procedere in pressoché totale assenza di un reale piano pandemico, di stretta pertinenza governativa in prima istanza e secondariamente dei governi regionali, e in pressoché totale autogestione, nonostante ripetute sollecitazioni a ricevere maggiore chiarezza e linee di omogeneità territoriale.

    Le strutture residenziali sociosanitarie hanno natura extra-ospedaliera e territoriale e sono “destinate ad accogliere persone anziane non autosufficienti, alle quali garantiscono interventi volti a migliorarne i livelli di autonomia, a promuoverne il benessere, a prevenire e curare le malattie croniche” (dal sito di Regione Lombardia), ove il curare fa riferimento ai soli criteri di base propri di una medicina generalista.

    Mentre le attività di profilassi delle malattie infettive e di tutela degli ambienti di lavoro, in particolare in caso di infezioni non endemiche e quando si esula dall’adozione di precauzioni standard, sono in primo luogo di competenza dei Dipartimenti di Prevenzione delle ATS: è quindi urgente che regole e modi di sorveglianza sanitaria di ospiti e operatori tornino in capo alle ATS.

    È necessario un immediato piano straordinario di analisi dei bisogni, con alta priorità rispetto ad altri servizi, che porti alla rapida esecuzione di tamponi diagnostici su residenti e operatori, senza che questo compito continui a dover essere assolto da Enti che possono non avere le competenze o le risorse per sostenerlo ulteriormente o per avviarlo.

    La circolare del Ministero della salute del 3 aprile 2020 “Pandemia da COVID-19 - Aggiornamento delle indicazioni sui test diagnostici e sui criteri da adottare nella determinazione delle priorità. Aggiornamento delle indicazioni relative alla diagnosi di laboratorio” indica il tampone nasofaringeo come metodo ad oggi più attendibile. Altresì, la circolare ribadisce che il test va riservato prioritariamente ai casi clinici sintomatici/paucisintomatici, focalizzando l’identificazione dei contatti a rischio nelle 48 ore precedenti l’inizio dei sintomi del caso positivo o clinicamente sospetto. Il Ministero, inoltre, raccomanda, tra i criteri di priorità, gli Ospiti e Operatori di RSA e RSD.

    Nei giorni scorsi le AA.TT.SS. hanno scritto ai gestori trasmettendo, ciascuna, le proprie procedure di approvvigionamento, effettuazione e processo dei tamponi: procedure molto diverse nei tempi e nei modi, che si sono susseguite rapidamente, spesso contraddicendo e confutando quanto comunicato poche ore prima, fino ad arrivare a comunicare ai gestori la necessità di acquistare a spese proprie i tamponi necessari e prendere accordi con i singoli laboratori per l’effettuazione dell’analisi.

    In tale contesto la maggior parte delle strutture ha dovuto procedere, fino ad oggi, in pressoché totale autonomia, ma con evidenti difficoltà (reperimento dei tamponi, ricerca dei laboratori, ritardi nell’arrivo dei risultati, difficoltà a gestire le attività di analisi dei contatti e di sorveglianza sanitaria).

    Inoltre, la problematica dei tamponi è sempre più urgente soprattutto in relazione al personale che deve rientrare dalla malattia; sono molti i lavoratori che hanno terminato il periodo di quarantena ma impossibilitati a riprendere servizio perché non chiamati ad eseguire il tampone. Tale problematica da oggi diviene ancora più pressante alla luce delle indicazioni regionali che chiedono al gestore di effettuare il doppio tampone prima del reintegro.

    Richiediamo pertanto che Regione Lombardia, per il tramite dei Dipartimenti di prevenzione delle AA.TT.SS., si faccia carico, come di sua competenza, della sorveglianza sanitaria di ospiti e operatori, provvedendo al più presto a:

effettuazione di tamponi e test sierologici a tutti gli ospiti e a tutti gli operatori di RSA e RSD, così come agli operatori di tutte le altre tipologie di strutture sociosanitarie, compresi quelli in quarantena e che potrebbero tornare a lavorare, omogeneizzando le comunicazioni indirizzate agli Enti e limitandosi a chiedere loro la trasmissione dei nominativi di ospiti e operatori da sottoporre ai test;

effettuare tali indagini con costi a carico del SSN, e non delle singole strutture, e con personale inviato da Regione adeguatamente formato, competente ed esperto.

    Qualora Regione Lombardia non si assumesse immediatamente tali oneri, saremo costretti a rivolgerci alle autorità competenti per tutelare la salute e la vita di operatori e ospiti, nonché gli Enti gestori, da successive ripercussioni di carattere civilistico e penalistico alle quali il vostro diniego o il vostro silenzio ci potrebbe esporre.

Applicazione DGR 3018 del 30.3.2020

    La Delibera 3018/2020 stabilisce che “le reti clinico assistenziali e organizzative di malattie infettive, pneumologia, terapia del dolore e cure palliative sono attivate anche per il tramite delle ATS a fornire supporto alle RSA e RSD”: nei fatti ad oggi non si evidenzia il concretizzarsi di tale supporto e si lasciano scoperte le strutture, soprattutto quelle di piccole dimensioni, impedendo nei fatti il corretto approccio clinico e assistenziale verso l’utente. Tale supporto deve concretizzarsi attraverso la presenza nelle nostre strutture di personale specializzato in grado di supportare e formare il personale già in servizio, almeno finché l’appropriatezza del setting sociosanitario non venga snaturata.

    Resta da chiarire, infatti, anche il tema relativo agli invii in pronto soccorso e i criteri in base ai quali ricorrere a tale intervento, tenendo in considerazione che le finalità da esigere alle strutture sociosanitarie sono quelle coerenti con la loro natura e la loro missione, che non sono certamente quelle di reparti ospedalieri, tantomeno se specialistici o di terapia intensiva.

    Va quindi ribadito, con grande chiarezza, che non solo gli ospiti COVID+, ma anche gli ospiti “sospetti COVID” sono pazienti acuti o comunque pre-acuti. Di tale orientamento è l’ultima circolare del Ministero della Salute che intende il caso sospetto COVID-19 come contagioso e immediatamente da porre in isolamento, da segnalare al servizio d’igiene pubblica e da sottoporre a tampone naso- faringeo per ricerca di SARS-CoV-2 anche attivando l’USCA. Se positivo, il Dipartimento di prevenzione dovrà verificare la fattibilità di un isolamento efficace presso la stessa struttura. In caso di impossibilità, il paziente dovrà essere trasferito in ambiente ospedaliero o in altra struttura adeguata all’isolamento per ulteriore valutazione clinica e le cure necessarie, come ad esempio in una struttura dedicata a pazienti COVID-19.

    In altre parole, le RSA e le RSD dovrebbero, ai primi sintomi di patologia acuta, provvedere all’invio negli ospedali degli ospiti attraverso corsie preferenziali e dedicate. Se si ritiene di trovarsi in un periodo di difficoltà generalizzata per cui non è possibile farlo, ne prendiamo atto, diamo la nostra disponibilità entro limiti da concordare insieme, ma certamente non è accettabile che ci vengano attribuite responsabilità a riguardo.

Approvvigionamento DPI

    La gestione dell’emergenza COVID-19, agli onori della cronaca a partire da venerdì 21 febbraio, con il caso “Codogno”, ha colto di sorpresa, per velocità di diffusione nazionale ed internazionale. Il modo di agire di Regione Lombardia ha fatto emergere le vulnerabilità di un sistema che ancora non considera in modo appropriato i bisogni delle diverse fragilità.

    La gestione dei casi COVID-19, oltre ad un approccio sanitario multidisciplinare, necessita anche di una visione sociosanitaria locale, esattamente come viene ribadito dalla Legge Regionale 23/2015 sulla presa in carico delle cronicità e delle fragilità. Cosicché ne venga rimarcata l’importanza di avere a disposizione tutta una serie di DPI, da fornire in larga scala non ai soli operatori della sanità di emergenza, al fine di poter accudire i malati in sicurezza.

    Il mercato, gestito dalla PP.AA., ha garantito forniture a fasi alterne, con numeri del tutto insufficienti. Sul mercato privato, i prezzi dei DPI, quando reperibili, nel giro di poche settimane sono cresciuti in maniera esponenziale, evidenziando una chiara speculazione. Si sono rilevati, per di più, frequenti blocchi e requisizioni alla dogana che hanno aggravato la situazione di penuria di materiale. Ancora una volta le AA.TT.SS. hanno chiesto agli Enti di segnalare i propri fabbisogni, rispondendo, a distanza di giorni, con forniture una-tantum e in quantità assolutamente insufficienti


    Oggi tutte le RSA, le RSD e le CSS, così come tutte le altre tipologie di strutture sociosanitarie, necessitano per la loro attività di grandi quantitativi di DPI. Su 61.000 posti letto regionali e con 30.000 operatori residui, questo vuol dire almeno 150.000 pezzi per turno di lavoro, 450.000 al giorno, 15.000.000 al mese. È indispensabile un piano straordinario di acquisizione e distribuzione alle strutture sociosanitarie che permetta di superare questa fase ma anche di gestire il prosieguo dell’emergenza, per garantire la necessaria sicurezza a strutture e operatori.

    Le RSA e le RSD devono costituire la prima priorità della Protezione civile, così come le strutture deputate all’accoglienza di disabili quali le RSD e CSS, che devono gestire, spesso, utenti con grave disturbo del comportamento e che mal sopportano il ricorso a tali dispositivi.

Gestione: personale e organizzazione

    L’evoluzione epidemiologica dei contagi e la paura di molti operatori, hanno portato ad un numero di assenti dal servizio ormai insostenibile per molte strutture; oltre alla morbilità e alla contumacia, accade spesso che alcuni infermieri si dimettano per andare a lavorare in ospedale, si aggiunge un fenomeno di mobilità territoriale che sta portato alcuni operatori a scegliere di lasciare le strutture sociosanitarie per operare all’interno degli ospedali che hanno aperto specifici bandi per selezionare personale da impiegare nel contesto di emergenza COVID-19.

    Tutte le strutture sociosanitarie sono in gravissima difficoltà. La proporzione di operatori in servizio, nelle sole RSA, è ridotta al 40-50% e per altre strutture anche a meno. Analoga situazione nelle RSD.

    Complessivamente, si tratta di 25-30.000 operatori (medici, infermieri, ASA/OSS, e altre figure professionali) oggi assenti nella sola rete per anziani e persone con disabilità. La tendenza è verso un ulteriore peggioramento, date le restrizioni all’impegno lavorativo dei casi sospetti e anche le difficoltà a far rientrare operatori in malattia o quarantena (tamponi di controllo, prolungamento normativo della quarantena). Ciò implica che, al di là delle esigenze collegate al Coronavirus, la qualità e quantità di assistenza che può essere garantita ai residenti è ormai critica.

    È necessario che gli organi istituzionali assumano rapidamente il governo di questa criticità, avendone un’immagine chiara e puntuale e intervenendo con misure straordinarie, quali interventi di sanificazione degli ambienti, invio di equipe di sostegno tecnico nella definizione dei piani di isolamento, invio di personale sanitario e di specialisti, trasferimento in ospedale dei pazienti più complessi.

    Occorre inoltre che cessi immediatamente il reclutamento del personale che le AA.TT.SS. hanno svolto nei confronti di IP e OSS dipendenti delle RSA e delle RSD, mettendo in evidente ulteriore difficoltà le nostre strutture.

    Le strutture sociosanitarie si stanno impegnando con tutte le proprie forze organizzative, umane, tecniche e, di necessaria implicazione, economico-finanziarie. Il blocco del turn over dei posti letto e la straordinaria impennata dei costi per presidi di sicurezza, screening e sanificazioni stanno mettendo a repentaglio, già ora, gli equilibri economici delle RSA e delle RSD che trovano, in crescendo, i posti letto sempre più vuoti. Accanto all’emergenza sanitaria si sta manifestando una emergenza economica.

Centrale Unica Trasferimenti

    La Centrale Unica Trasferimenti non ha mai funzionato perfettamente e tutt’ora non è a regime: non tutti gli Ospedali si sono registrati e chi lo ha fatto, spesso, in fase di dimissione non effettua il tampone, necessario per l’invio in sicurezza in una RSA o RSD. Non sono state date indicazioni circa la durata di ricovero dei pazienti provenienti dalla Centrale Unica e le interpretazioni delle locali ATS sono molto difformi.

    Per quanto riguarda la Centrale Unica e il portale Priamo, segnaliamo diversi episodi in cui si sono inviati in struttura ospiti COVID- (e come tali sono stati accettati dalle residenze) senonché immediatamente si sono rivelati COVID+, senza che poi le AA.TT.SS provvedessero alla necessaria ospedalizzazione.

Assistenza domiciliare

    Si richiede l’attivazione di misure omogenee sull’intero territorio lombardo e sulle AA.TT.SS. Si stanno registrando comportamenti diversi tra ATS che forniscono presidi di sicurezza per il lavoro a domicilio ai gestori mentre altre non li forniscono (o un kit iniziale per 2-3 giorni), lasciando poi i gestori ad andare sul mercato da soli per reperire le dotazioni a prezzi eccessivi. Inoltre, non si comprende se i gestori di ADI COVID siano integrativi e di supporto ai MMG e alle USCA, nonché ai gestori di ADI ordinaria. Manca una regia domiciliare a carattere territoriale.

Percorso Fase 2

    Al fine di evitare ritardi e nuove problematiche organizzative, è opportuno che Regione pensi fin da subito, di comune accordo con i gestori e in coerenza con le circolari del Ministero della Salute, alle modalità di gestione della fase 2 anche per le RSA e RSD facendo tesoro dell’esperienza accumulata nella gestione del rischio clinico e della sicurezza del luogo di lavoro. Si deve pensare ad un’apertura molto cauta, ma necessaria, per ridurre stato d'ansia degli ospiti e anche dei familiari.

    Alla luce di quanto fin qui esposto, chiediamo l’urgente costituzione di un tavolo di lavoro con Regione Lombardia e Protezione Civile al fine di delineare percorsi e soluzioni in linea con l’evoluzione dei problemi.

Molto fiduciosi in un accoglimento di questa nostra richiesta, porgiamo cordiali saluti.


I Presidenti delle Associazioni lombarde:

AGESPI - ANASTE – ARIS - ARLEA – ANFFAS – ACI Welfare - UNEBA



21 apr 2020
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