Covid-19. Aggiornamenti

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COMUNICATO STAMPA

Importanti segnali positivi agli Istituti Airoldi e Muzzi Onlus

I primi 13 nuovi ospiti accolti, mentre è stata avviata la procedure per altri 12 – Da maggio oltre 200 le visite dei familiari in uno spazio dedicato esterno alle Residenze – Uscite nel parco e progetto “Distanti, ma non soli”

Lecco, 6 luglio 2020

Progressivamente si moltiplicano i segnali positivi di una ripresa post-Covid agli Istituti Airoldi e Muzzi Onlus di Lecco. Ciò grazie anche ad una situazione sanitaria assolutamente sotto controllo e al mantenimento di rigorose procedure per la sicurezza del personale e degli ospiti. In particolare positivi sono i dati emersi dall’attività di screening con test sierologico e tampone naso-faringeo per il monitoraggio delle condizioni di tutti gli ospiti presenti (solo due ospiti ancora positivi al tampone) e del personale (nessuna positività al tampone per quanti sono stati assenti).

L’accoglienza dei nuovi ospiti
Per poter iniziare ad accogliere nuovi ospiti (a fronte di 70 posti liberi) in ottemperanza a quanto richiesta dalla DGR della Regione Lombardia, il 23 giugno scorso gli Istituti hanno trasmesso ad ATS Brianza il Piano organizzativo-gestionale per l’emergenza Covid-19, che contiene in modo dettagliato tutte le procedure, i protocolli e le istruzioni operative per la gestione e contenimento della diffusione del SARS-CoV-2 e della patologia correlata (Covid-19). In particolare è stato individuato ed allestito un apposito reparto di prima accoglienza dei nuovi ospiti ed identificata l’equipe di cura, stabile e dedicata, in modo da evitare una promiscuità con gli altri nuclei abitativi e ridurre i rischi associati a un possibile contagio. A partire da mercoledì 24 giugno ha avuto inizio così l’accoglienza dei primi ospiti provenienti dall’ ospedale e quindi già in possesso di esito negativo ai test Covid-19. Fino ad oggi sono entrate 13 persone provenienti da Ospedali e Case di Cura. Parallelamente è stata avviata la procedura per l’accoglienza degli ospiti dal domicilio, che prevede uno screening iniziale composto da: triage infermieristico (per escludere la presenza di sintomi simil-covid19), test sierologico e tampone naso-faringeo, seguito da un periodo di isolamento domiciliare di 14 giorni. Al termine vengono ripetuti tampone e test sierologico: se entrambi negativi si procede all’ingresso. Il monitoraggio è già stato avviato per 12 potenziali ospiti. In parallelo agli ingressi, e alla creazione del reparto di prima accoglienza si è provveduto ad introdurre l’uso della Cartella Clinica Informatizzata, sperimentando un applicativo per la compilazione delle parti anamnestiche, della valutazione multidimensionale (e relative scale), delle schede di medicazione, della prescrizione e controllo delle contenzioni, e delle diarie.

Visite familiari
Proprio la situazione sufficientemente tranquilla degli Istituti, ha spinto i vertici degli Airoldi e Muzzi a ritenere che, pur in presenza di disposizioni poste dalla Regione rispetto agli accessi dei familiari ancora molto restrittive e motivate da una situazione non del tutto completamente risolta, il periodo di lontananza dai familiari non potesse protrarsi oltre, con il rischio di compromettere l’equilibrio psicologico degli ospiti. Proprio per questo abbiamo creato uno spazio in cui favorire un primo incontro tra familiari ed ospiti, previa autorizzazione del Direttore Sanitario su indicazione dei coordinatori infermieristici e del Medico di Residenza secondo criteri di priorità che tengano conto delle caratteristiche dell’ospite. Ad oggi sono più di 200 gli incontri con i familiari effettuati a partire dalla fine di maggio. Gli incontri avvengono in uno spazio dedicato esterno alle Residenze, alla presenza di un operatore per garantire uno scambio relazionale con l’ospite prima e dopo l’incontro e monitorare e gestire gli aspetti emotivi che possono emergere durante l’incontro stesso. Questa soluzione purtroppo non può essere utilizzata da tutti gli ospiti, alcuni dei quali presentano problematiche che necessiterebbero di un contatto diverso (presenza di deficit sensoriali, gravi deficit cognitivi, allettamento …). “Crediamo comunque importante – sottolinea il presidente, Giuseppe Canali - che almeno un primo passo verso la ripresa delle relazioni sia stato compiuto. Nei prossimi giorni, permanendo tuttora l'impossibilità ad un accesso libero alla struttura, cercheremo di compiere passi ulteriori che permettano anche un contatto fisico, seppure protetto. Per fortuna gli esami sierologici che abbiamo da poco completato sugli ospiti ci testimoniano che molti degli anziani che ci sono stati affidati non sono mai venuti in contatto con il coronavirus: se questo però avalla la bontà delle strategie di contenimento adottate finora, dall'altra parte ci deve invitare a mantenere alta la guardia delle misure preventive, dal momento che tali ospiti potenzialmente presentano una suscettibilità maggiore in caso di nuova ondata pandemica”. L’incontro con i familiari per molti ospiti si sta rivelando molto positivo soprattutto per una ripresa di una vita più attiva e più serena.

Uscite nel parco e progetto “Distanti ma non soli”
Nel frattempo continuano le uscite degli ospiti nel parco accompagnati dagli educatori e dai fisioterapisti: anche questa è una attività molto apprezzata soprattutto perché consente di svolgere all’aria aperta semplici ed efficaci esercizi riabilitativi. Estremamente importante anche l’attività educativa promossa dal Servizio Educativo degli Istituti in collaborazione con docenti e studenti dell'IIS Bertacchi attraverso il progetto "Distanti, ma non soli", proseguito d ampliato ulteriormente con il titolo "Nonni a distanza". “Gli Ospiti degli Istituti hanno potuto, in questo periodo così difficile da vivere e forse anche solo da raccontare, godere di uno spiraglio di normalità accogliendo le immagini ed i pensieri delle allieve e degli allievi impegnati ad aiutarci ad uscire con la fantasia da spazi emozionali che diventano ogni giorno più stretti” sottolinea la vicepresidente Rosaria Bonacina. “Gli ospiti hanno accolto il compito di rispondere e trasmettere la loro esperienza e i loro consigli inviando piccoli pensieri, alcuni commenti audio con il supporto degli educatori. In un momento in cui le famiglie sono “fisicamente” mancate, la possibilità di sentire vicini tanti ragazzi che si sono impegnati con i loro elaborati, ha portato una ventata di fiducia e, perché no, di distrazione”.

Ufficio stampa: Giorgio Cortella

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COMUNICATO STAMPA

Gli Istituti Riuniti Airoldi e Muzzi Onlus di Lecco in ripartenza
dopo la fase dell’emergenza Covid-19

“Ci stiamo preparando ad accogliere nuovi ospiti, e a predisporre un programma per la ripresa, graduale e autorizzata dalla Direzione sanitaria, delle visite dei familiari. Ora aspettiamo le indicazioni della Regione”.

Lecco, 28 maggio 2020

“Alla luce dei dati di queste ultime settimane, ci prepariamo a guardare oltre la fase di emergenza da Covid-19”. È convinto il presidente degli Istituti Riuniti Airoldi e Muzzi Onlus di Lecco, Giuseppe Canali: la storica struttura che si prende cura degli anziani in città di Lecco sta guardando con fiducia al prossimo futuro, dopo esser stata anch’essa colpita dall’emergenza coronavirus.

“Nel mese di maggio gli ospiti deceduti sono stati 9, in linea con le medie mensili abituali, e nessuno positivo al Covid-19, alla luce dei risultati dei tamponi fatti a tutti gli ospiti della nostra struttura. – continua – E anche tra i nostri operatori sanitari, dopo la punta di assenze toccate verso il 20 aprile, con 94 persone in malattia, sta tornando una situazione di normalità: la maggior parte sta rientrando al lavoro con tampone negativo e non abbiamo avuto nuovi casi”.

“In tutto questo periodo – continua la vicepresidente Rosaria Bonacina - per venire incontro all’esigenza di non interrompere la relazione fra familiari e ospiti, il nostro personale ha avuto a disposizione nei padiglioni degli smartphone attraverso i quali i nostri ospiti e i loro cari possono comunicare mediante chiamate e videochiamate. È stata inoltre attivata la casella mail familiari@airoldiemuzzi.it, attraverso la quale è possibile inviare messaggi, disegni e foto ai nostri ospiti, che vengono stampati e consegnati loro. In questi due mesi abbiamo cercato di mantenere vive le relazioni con i familiari attraverso telefonate, videochiamate e posta elettronica. Dalla fine di aprile sono iniziate le uscite degli ospiti, mantenendo rigorose procedure di sicurezza, per brevi passeggiate nel parco, accompagnati dagli educatori e dai fisioterapisti con i quali possono dedicarsi all’attività motoria.

“Dobbiamo davvero ringraziare i nostri dipendenti e collaboratori per la professionalità, la passione e la disponibilità dimostrate. – sottolinea il presidente – Un grazie, in particolare, ci sentiamo di doverlo rivolgere al Direttore generale e al Direttore sanitario, che hanno governato al meglio la struttura in un momento così difficile. Ma non possiamo dimenticare anche i singoli cittadini, le associazioni di volontariato, le aziende e la Fondazione Comunitaria del Lecchese per averci concretamente aiutato ad affrontare questa emergenza, oltre che naturalmente l’ATS, il Sindaco e gli uffici del Comune”.

“Oggi ci stiamo preparando ai nuovi ingressi, non appena Regione Lombardia ci autorizzerà. – afferma il direttore generale, Fulvio Sanvito – Abbiamo l’esigenza di poter tornare ad accogliere persone: le domande, in tal senso, sono tornate ad arrivare con sempre più frequenza ai nostri uffici e vorremmo poter dare una risposta in tempi brevi. Prevediamo una riapertura molto graduale e con tutte le procedure di sicurezza, compresi i dispositivi introdotti per l’accesso dei visitatori esterni, e la creazione di uno spazio dedicato agli incontri tra familiari e ospiti”.

“In attesa delle direttive regionali in materia, che ad oggi non sono state ancora emanate, già da alcune settimane stiamo redigendo procedure interne con l’obiettivo di minimizzare i rischi rispetto sia all'ammissione di nuovi ospiti, sia alla ripresa di visite da parte dei familiari. – afferma il direttore sanitario, dott. Andrea Millul - Tali procedure tengono conto delle informazioni scientifiche disponibili. ma soprattutto prevedono una differenziazione tra nucleo e nucleo in base a quello che è stato l'andamento pandemico virale interno: a tale motivo lo sforzo di questi giorni è proprio quello di raggruppare gli ospiti in base all'esito dei tamponi ed auspicabilmente, allorquando saranno effettuabili, rispetto alla sierologia anticorpale”.

“Tale approccio - precisa il direttore sanitario - permetterà di accogliere in un reparto vuoto e destinato agli ingressi, con equipe di operatori esclusiva, tutti i nuovi ospiti che verranno mantenuti in isolamento in camera singola ed osservazione clinica/sierologica prima del trasferimento in nucleo definitivo ove siano presenti gli ospiti già residenti. Ribadisco che tali procedure saranno poi da verificare rispetto a quanto Regione ed ATS richiederanno, nella consapevolezza che comunque, se riterremo le regole istituzionali non sufficienti alla tutela degli ospiti nella peculiare situazione dei nostri Istituti, adotteremo misure interne ulteriormente restrittive; ad oggi peraltro ci stiamo preparando senza avere una data presuntiva di possibile riapertura”.

Ufficio stampa: Giorgio Cortella

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Aggiornamento n. 6
Lecco, 8 maggio 2020

Ospiti
A seguito di ulteriori determinazioni da parte dell’Istituto Superiore di Sanità in data 17 aprile, a fronte di disponibilità intercorrente di posti letto nella nostra struttura, ove tentare di ottimizzare il livello di isolamento, previa esecuzione di tampone rinofaringeo, la Direzione Sanitaria ha interpellato direttamente la Direzione Generale ATS al fine di ulteriori chiarimenti su come attuare tali strategie; per rendere operative le disposizioni ministeriali, l’ATS ha garantito una serie di date ravvicinate per l’esecuzione e la pronta refertazione dei tamponi per gli ospiti.
In data 1 maggio è iniziata l’esecuzione dei tamponi su un numero rilevante di ospiti che si concluderà entro la metà del mese di maggio per tutti gli altri. Sulla base dei risultati dei tamponi sinora eseguiti sugli ospiti, sono state ipotizzate alcune soluzioni organizzative orientate a migliorare la prevenzione del contagio.

Dall’1 maggio ad oggi, sono stati registrati 4 decessi, un dato che auspichiamo possa indicare una tendenziale diminuzione rispetto a quello registrato nei mesi di marzo e aprile. Nessuno di questi decessi è attribuibile a sospetta infezione da coronavirus.

Dal 27 aprile abbiamo iniziato le uscite di alcuni ospiti dai nuclei abitativi per brevi passeggiate nel parco, mantenendo rigorose procedure di sicurezza. Gli ospiti sono accompagnati dagli educatori e dai fisioterapisti. La possibilità di stare all’aria aperta sta dimostrando effetti molto positivi sia dal punto di vista motorio (con i fisioterapisti vengono svolti anche semplici esercizi di movimento) che per il tono dell’umore. (In un breve video, pubblicato sul canale YouTube degli Istituti, alcuni momenti delle uscite degli ospiti nel parco https://youtu.be/Tf7EIYP1gZA)

Anche durante questa emergenza stiamo facendo tutto il possibile per mantenere la socialità all’interno della struttura grazie non solo alla presenza degli educatori, ma con la collaborazione di tutto il personale di cura che si è reso disponibile a cercare di rendere piacevoli le giornate degli ospiti. Dal 27 aprile ha preso avvio il progetto condiviso con l’Istituto d’Istruzione Superiore Statale “GIOVANNI BERTACCHI” di Lecco, dal titolo “DISTANTI MA NON SOLI” in cui sono coinvolti, con partecipazione libera, tutti gli studenti del Bertacchi. I ragazzi hanno già iniziato ad inviare attraverso una casella di posta dedicata, testi, poesie, disegni, fotografie da consegnare agli ospiti. Gli studenti hanno anche inviato agli ospiti video di saluto e musicali, poi ripresi dal servizio educativo, per favorire il dialogo con gli ospiti e il lavoro di potenziamento cognitivo. Il progetto è pubblicato sul nostro sito al link: http://www.airoldiemuzzi.it/news?id=97.

Personale
Alla data del 03 maggio sono stati sottoposti a tampone n. 89 dipendenti, di questi n. 41 sono risultati negativi, n. 42 positivi, n. 6 dipendenti in fase di valutazione. Alcuni tra i dipendenti sottoposti a tampone sono rientrati in servizio dopo riscontro di doppio esito negativo (n. 24 dipendenti).

Alla data del 03 maggio il personale assente per malattia è n. 80 operatori su un totale di n. 379 dipendenti in organico. Si registra dunque un'ulteriore diminuzione rispetto alla precedente rilevazione del 26 aprile.

Incontro con i sindacati
In data 7 maggio, alla presenza del Direttore Generale, del Direttore Sanitario, del Medico Competente, del R.S.P.P, del Responsabile delle Risorse Umane e degli RLS si è tenuta una conference call con le Segreterie dei Sindacati della Funzione Pubblica FP CGIL – UIL FPL del Lario – UIL TuCS, per aggiornare le parti sull’andamento della situazione attuale degli Istituti.

Rapporto con ATS Brianza
Il Direttore Sanitario, dottor Andrea Millul, fin dall’inizio dell’emergenza ha mantenuto contatti con i servizi dell’ATS Brianza, con l’intento di informare e condividere le attività di contrasto alla diffusione dell’epidemia.
Nella prima fase contatti telefonici e con posta elettronica sono stati mantenuti con la dottoressa Annamaria Maestroni, Responsabile del Dipartimento Programmazione dell’ATS Brianza.
A partire dalla metà di aprile è aperta una collaborazione fattiva con la dottoressa Silvia Lopiccoli, Direttore del Servizio Medicina Preventiva di Comunità. Questo ha favorito l’ampliamento delle forniture di tamponi sia per il personale che per gli ospiti.
Costante in questi mesi è stato il contatto tra varie direzioni sanitarie delle RSA della Provincia di Lecco e di Monza.
Con il coinvolgimento dell’ATS Brianza si sta attivando un Tavolo Tecnico tra le RSA per elaborare e definire una proposta condivisa e sostenibile, in vista di un’eventuale riapertura delle nostre strutture, possibilità questa ancora non autorizzata dal DPCM del 26 aprile.

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Aggiornamento n. 5
Lecco, 29 aprile 2020

Ospiti
Sono passati ormai più di due mesi dall’inizio dell’emergenza, e continua il nostro impegno a contrastare la diffusione dell’epidemia, mettendo in atto protocolli e procedure per cercare di garantire condizioni di sicurezza e salute agli ospiti e a tutto il personale degli Istituti.
Fin dall’inizio della crisi sanitaria, si è costituito un “Comitato multidisciplinare” che si riunisce quotidianamente e a cui partecipano il Direttore Generale, il Direttore Sanitario, i Medici, gli Infermieri Coordinatori, i Responsabili e i Referenti di Servizio, e in cui vengono condivise tutte le decisioni in merito alla gestione dell’emergenza.

L’attenzione clinico-assistenziale è stata intensificata, garantendo a tutti le cure e le terapie ritenute più adeguate in questo momento, grazie soprattutto all’impegno responsabile e l’abnegazione da parte di tutti i Medici di Residenza, delle equipe di cura dei nuclei abitativi e di tutto il personale dei servizi generali.

Nonostante questo, dobbiamo comunque registrare il permanere di una situazione di grande criticità che interessa molti degli ospiti degli Istituti. Tutti gli operatori stanno vivendo una dimensione di impotenza che sembra vanificare gli sforzi fatti e l’aumento del numero dei decessi grava sulla tenuta emotiva di tutti.

Dal 20 febbraio, data che viene usata dall’ATS Brianza per il monitoraggio dell’emergenza, al 28 aprile 2020, sono stati registrati n. 56 decessi (la serie storica attesta una media bimestrale di decessi di circa 20 persone, su una capienza di n. 350 posti letto), di cui molti in condizioni critiche già prima dell’emergenza pandemica.

In questi due mesi abbiamo cercato di mantenere vive le relazioni con i familiari attraverso telefonate, videochiamate e posta elettronica (alla casella di posta dedicata familiari@airoldiemuzzi.it sono pervenute più di 200 mail), consapevoli dei limiti di questi strumenti nel compensare la lontananza fisica imposta dall’emergenza.
Molto numerose sono state anche le video chiamate che proponiamo agli ospiti che lo desiderano, cercando di mantenere un contatto telefonico, almeno settimanale, con tutti i familiari.
Per le situazioni di criticità sanitaria il contatto viene mantenuto direttamente dal Medico di residenza o dal Coordinatore infermieristico.
Siamo consapevoli che purtroppo, anche quando scemerà la gravità dell’emergenza sanitaria, la vicinanza fisica tra gli ospiti e i loro familiari dovrà assumere forme diverse e di particolare cautela, di cui attendiamo indicazioni dall’autorità sanitaria.
A questo proposito segnaliamo che il DPCM del 26 aprile 2020 all’art. 1 comma x) recita:


In questi giorni stiamo sperimentando le prime uscite di alcuni ospiti dai nuclei abitativi per brevi passeggiate nel parco, mantenendo rigorose procedure di sicurezza. La possibilità di passeggiare all’aria aperta avrà sicuramente effetti positivi sia dal punto di vista motorio che per il tono dell’umore.

In questo periodo abbiamo fatto tutto il possibile per mantenere, nonostante l’emergenza, la socialità all’interno della struttura grazie non solo alla presenza egli educatori, ma con la collaborazione di tutto il personale di cura che si è reso disponibile per un aiuto a rendere piacevoli le giornate degli ospiti. Grazie alla collaborazione con l’Istituto d’Istruzione Superiore Statale “GIOVANNI BERTACCHI” di Lecco, abbiamo condiviso, con un protocollo d’intesa, un progetto dal titolo “DISTANTI MA NON SOLI” in cui saranno coinvolti, con partecipazione libera, tutti gli studenti del Bertacchi. A loro è stato proposto di inviare attraverso una casella di posta dedicata, testi, poesie disegni, fotografie da consegnare agli ospiti. Gli studenti potranno anche inviare, utilizzando whatsApp, video di saluto, video musicali ecc. che poi il Servizio educativo mostrerà agli ospiti. Il progetto è pubblicato sul nostro sito al link: http://www.airoldiemuzzi.it/news?id=97

Personale
Prosegue l’esecuzione dei tamponi ai dipendenti, nonostante permanga la difficoltà di acquisirne un numero adeguato per le necessità della nostra struttura e per la tempistica della comunicazione dell’esito. Per aumentare il numero di tamponi a disposizione abbiamo iniziato ad usufruire del laboratorio dell’ASST- Ospedale Manzoni di Lecco, facendoci carico del costo dei tamponi e della loro analisi.

Alla data del 27 aprile sono stati sottoposti a tampone n. 80 dipendenti, di questi n. 28 sono risultati negativi, n. 35 positivi, n. 17 dipendenti in fase di valutazione. Alcuni tra i dipendenti sottoposti a tampone sono rientrati in servizio dopo riscontro di doppio esito negativo (n. 18 dipendenti).

Alla data del 26 aprile il personale assente per malattia è n. 89 operatori su un totale di n. 380 dipendenti in organico. Quello delle assenze è un dato in leggera diminuzione.

In data 6 aprile e 21 aprile, alla presenza del Direttore Generale, del Direttore Sanitario e della Responsabile Qualità, si sono tenute conference call con le Segreterie dei Sindacati della Funzione Pubblica FP CGIL – FISASCAT CISL MBL – CISL FP – UIL FPL del Lario – UIL TuCS, orientate ad aggiornare le parti sull’andamento della situazione di emergenza presso gli Istituti.

Fin dall’inizio dell’epidemia è stata offerta al personale la possibilità di alloggiare presso gli Istituti.
Ne hanno usufruito alcuni dipendenti che hanno scelto di non rientrare al proprio domicilio nel timore di essere fonte di contagio per i propri familiari.

In considerazione del particolare momento di fatica, non solo fisica, che tutto il personale di cura sta vivendo in queste giornate di emergenza, è stato attivato un servizio di ascolto e sostegno psicologico.
Il servizio, reso possibile dalla disponibilità della Fondazione don Silvano Caccia Onlus, è rivolto non solo al personale di cura, ma anche ai familiari degli ospiti che lo desiderassero.
Il ritorno dei dipendenti è positivo, anche per chi non ne sta usufruendo direttamente, perché sapere di avere a disposizione uno spazio dedicato rassicura molto.

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Aggiornamento n. 4
Lecco, 18 aprile 2020

Ospiti
In questo periodo di emergenza abbiamo messo quotidianamente in atto tutti gli sforzi possibili per offrire le migliori condizioni di sicurezza e salute agli ospiti e a tutto il personale degli Istituti, compatibilmente alla gravità della sfida che stiamo insieme fronteggiando. Fin dall’inizio della crisi sanitaria l’attenzione clinico-assistenziale è stata intensificata, molto più di quanto ordinariamente si sia sempre fatto, con l’impegno responsabile e l’abnegazione da parte di tutti i Medici di Residenza, delle equipe di cura dei nuclei abitativi e di tutto il personale dei servizi generali.

Nonostante questo, dobbiamo purtroppo registrare il permanere di una situazione di grande criticità che interessa molti degli ospiti degli Istituti. Tutti gli operatori stanno vivendo una dimensione di impotenza che sembra vanificare gli sforzi fatti e l’aumento del numero dei decessi ne sta mettendo a dura prova la tenuta psicologica.

Dal 20 febbraio, data che viene usata dall’ATS Brianza per il monitoraggio dell’emergenza, al 17 aprile 2020, sono stati registrati n. 46 decessi (la serie storica attesta una media bimestrale di decessi di circa 20 persone), di cui n. 1 Covid-19 accertato, n. 16 riconducibili a sintomatologia Covid-19. Alcuni degli ospiti che hanno attraversato momenti critici, ora stanno meglio.

Struggimento, smarrimento e paura, sono le sensazioni e le emozioni che in questi giorni accomunano il personale di cura e i familiari che, ormai da quasi due mesi, soffrono per l’impossibilità di far visita ai loro cari e di restare loro accanto, se non per brevissimi momenti, nell’istante del commiato.

Abitualmente ci prendiamo cura dei nostri ospiti sapendo di poter contare sulla fiducia e il sostegno dei familiari a cui ci sostituiamo nelle quotidiane attività di accudimento e di vicinanza.
In questi due mesi abbiamo cercato di mantenere vive le relazioni con i familiari attraverso telefonate, videochiamate e posta elettronica, consapevoli dei limiti di questi strumenti nel compensare la lontananza fisica imposta dall’emergenza.

Temiamo che il protrarsi di questa situazione e l’aumento dei decessi potrebbe interrompere il clima di fiducia con cui le famiglie ci affidano i loro cari perché siano accuditi e curati nel migliore dei modi. Il venir meno di questa fiducia o il non poter contare sul sostegno dei familiari, renderebbe ancora più difficile e gravoso l’impegno di tutto il personale che in questi giorni si sta spendendo senza risparmiarsi, anche a rischio della propria salute.

Misure di isolamento e tamponi ospiti
La comparsa di sintomi riferibili a infezione da Covid-19 negli ospiti di un nucleo abitativo in data 15 marzo ad andamento subitamente epidemico, ci ha fatto assumere un atteggiamento precauzionale, disponendo l'immediato isolamento in camera degli ospiti affetti e l'isolamento del nucleo abitativo.
Le disposizioni allora vigenti, che prevedevano la possibilità di eseguire i tamponi esclusivamente su pazienti ospedalizzati, non hanno consentito di procedere all'esecuzione di tamponi sugli ospiti della nostra struttura.
Abbiamo pertanto proseguito l'assistenza considerando gli ospiti come se fossero tutti possibili portatori di infezione e proseguendo con l'isolamento precauzionale in tutti i nuclei, adottando per tutti gli operatori i DPI specifici per reparti Covid-19, potenziando il distanziamento sociale e l’adozione di mascherine per gli ospiti, se tollerate.
Nonostante le indicazioni regionali (DGR 3018/30 marzo) che hanno dato la possibilità di eseguire tamponi sugli ospiti non si è ritenuto opportuno procedere in tal senso restando in essere le misure di protezione e precauzione.
Questa decisione, maturata anche in seguito all’esperienza in atto con i tamponi del personale, è sostenuta da un lato dalla difficoltà di approvvigionamento dei tamponi stessi e dall’altro dalla non tempestività della refertazione, causata dalla condizione di affanno dei laboratori. Il ritardo nell’acquisizione degli esiti renderebbe, peraltro, inefficace qualsiasi strategia di gestione dei casi sospetti. Pertanto si ritiene e si è ritenuto prudenziale agire come se tutti gli ospiti fossero gravati da infezione.

Personale
Nonostante l’attivazione da parte di ATS Brianza di una nuova procedura per ottenere i tamponi e per i risultati delle loro analisi, permane la difficoltà di acquisirne un numero adeguato per le necessità della nostra struttura e per la tempistica della comunicazione dell’esito.
Ad oggi sono stati sottoposti a tampone n. 61 dipendenti, di questi n. 26 sono risultati negativi, n. 5 debolmente positivi, n. 15 positivi. Per n. 15 dipendenti si è in attesa dell’esito. Alcuni dipendenti sono rientrati in servizio dopo riscontro di doppio tampone negativo (n. 14).
Permane alto il numero del personale assente per malattia, n. 94 operatori su un totale di n. 379 dipendenti in organico. Ci siamo attivati per la ricerca di nuove figure da inserire per le attività assistenziali (già 4 persone sono state assunte negli ultimi giorni).

In considerazione del particolare momento di fatica, non solo fisica, che tutto il personale di cura sta vivendo in queste giornate di emergenza, ha preso avvio un servizio di ascolto e sostegno psicologico.
Il servizio, reso possibile dalla disponibilità della Fondazione don Silvano Caccia Onlus, è rivolto non solo al personale di cura, ma anche ai familiari degli ospiti che lo desiderassero.
Già 6 dipendenti hanno iniziato ad usufruirne.

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Aggiornamento n. 3
Lecco,14 aprile 2020

Ospiti
Dall’analisi dell’attività di sorveglianza sanitaria che quotidianamente viene gestita dal personale di tutti i nuclei abitativi, si continua a registrare un incremento del numero di ospiti che manifestano sintomatologie respiratorie e febbrili. Per questi ospiti sono permangono rigorose misure di isolamento.
I familiari degli ospiti in situazione di criticità vengono informati dal personale sanitario delle Residenze.
Proseguono le attività finalizzate a mantenere (per quanto possibile) i contatti tra gli ospiti e i loro familiari (contatti telefonici, videochiamate, caselle mail dedicata).
Si segnala che dal 20 febbraio, data che viene usata dall’ATS Brianza per il monitoraggio dell’emergenza, ad oggi 12/04/2020, sono stati registrati n. 35 decessi, di cui n. 1 Covid-19 accertato, n. 7 riconducibili a sintomatologia Covi-19.

Personale
Prosegue, nonostante le fatiche legate al rilascio da parte dall’ATS, l’esecuzione dei tamponi al personale. Le criticità incontrate sono dovute alla consegna dei tamponi necessari da parte dell’ATS e alla accettazione degli stessi per l’analisi da parte dei laboratori autorizzati. Ci siamo trovati costretti a rivolgerci anche al Policlinico di Milano.
Ad oggi sono stati effettuati tamponi a n. 45 dipendenti dei quali n. 25 risultano negativi, n. 5 debolmente positivi e n. 15 positivi.
Permane alto il numero del personale assente per malattia, n. 92 operatori su un totale di n. 379 dipendenti in organico. Ci siamo attivati per la ricerca di nuove figure da inserire per le attività assistenziali (già due persone sono state assunte negli ultimi giorni).

In considerazione del particolare momento di fatica, non solo fisica, che tutto il personale di cura sta vivendo in queste giornate di emergenza, la Direzione Sanitaria ha ritenuto opportuno attivare un servizio di ascolto e sostegno psicologico.
Il servizio, reso possibile dalla disponibilità della Fondazione don Silvano Caccia Onlus, è rivolto non solo al personale di cura, ma anche ai familiari degli ospiti che lo desiderassero.

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Aggiornamento n. 2
Lecco,06 aprile 2020

Ospiti
Dall’analisi dell’attività di sorveglianza sanitaria che quotidianamente viene gestita dal personale di tutti i nuclei abitativi, si registra un ulteriore aumento del numero di ospiti che manifestano sintomatologie respiratorie e febbrili che, nella fragilità del paziente geriatrico e nella attuale situazione di diffusione dell’epidemia da Covid-19, non possono che essere approcciate con una attenzione clinico-assistenziale ancor più intensa di quanto ordinariamente già si faccia. Per questi ospiti sono in atto rigorose misure di isolamento.

I familiari degli ospiti in situazione di criticità vengono informati dal personale sanitario delle Residenze.

Personale
In data odierna si è svolta una conference call con le Segreterie di FP CGIL – FISASCAT CISL MBL – CISL FP – UIL FPL del Lario – UIL TuCS, alla presenza della Direzione Generale, della Direzione Sanitaria e del Medico Competente che aveva come obiettivo quello di verificare la puntuale applicazione del protocollo firmato dalle Parti Sociali con il Governo il 14 marzo scorso, teso a garantire la prevenzione e la sicurezza dei lavoratori della sanità.
Durante l’incontro sono stati dettagliati tutti i protocolli e le procedure messe in atto per gestire l’emergenza, sia dal punto di vista della sicurezza degli operatori che degli ospiti. L’incontro ha permesso anche di condividere le fatiche e le criticità di questa emergenza.

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Aggiornamento n. 1
Lecco,03 aprile 2020

Gli Istituti Riuniti Airoldi e Muzzi, al fine di gestire l’emergenza legata all’infezione da Covid-19, hanno messo in campo da tempo le necessarie misure di prevenzione e protezione.

L’obiettivo è quello di rallentare la diffusione epidemiologica in atto, attraverso disposizioni organizzative e sanitarie che di seguito andiamo a dettagliare.

Misure di isolamento
Dal 24 febbraio è stata disposta la chiusura degli accessi di volontari e tirocinanti, per limitare il più possibile la presenza di persone non strettamente impiegate nell’assistenza degli ospiti.
Dal 2 marzo, inoltre, tale misura di restrizione è stata estesa anche a tutti i familiari e caregiver, nel rispetto di quanto indicato nel DPCM del 1 marzo 2020 e s.m.i.
Sin dai primi giorni di marzo, anticipando le indicazioni dell’Autorità Sanitaria Locale, sono state elaborate procedure e istruzioni operative interne per la prevenzione del contagio, indispensabili per tutelare e preservare la salute degli ospiti e del personale che ogni giorno è impiegato nelle attività di cura e assistenza.
Dalla seconda metà di marzo, tutti i nuclei abitativi della struttura sono considerati in “isolamento”: il personale quotidianamente si sottopone alla rilevazione della temperatura corporea e accede alle Residenze con i dispositivi di protezione raccomandati dall’Istituto Superiore di Sanità (Rapporto ISS Covid-19: n.2/2020), mascherina, guanti, camici, occhiali e cuffie, rispettando percorsi codificati per la separazione netta del “pulito” e dello “sporco”.
È stata inoltre istituita la figura del “Pedone” che ha quasi azzerato gli spostamenti del personale assistenziale all’interno della struttura necessari per l’approvvigionamento di materiali e dispositivi sanitari.

Ospiti
Ad oggi, due ospiti sono risultati positivi al tampone nasofaringeo.
Il primo è stato riscontrato positivo il giorno 15 marzo durante un trattamento routinario in Ospedale, dove è poi deceduto il 26 marzo.
Un secondo ospite è stato riscontrato positivo in data 2 aprile, mentre era degente da qualche giorno presso una struttura sanitaria lecchese.
È tuttavia in crescita il numero di persone che manifestano sintomi sospetti, per i quali è stata aumentata la sorveglianza sanitaria e disposte misure di isolamento aggiuntive finalizzate a limitare l’uscita dalla propria camera.

Personale
In questi ultimi giorni sono in aumento le assenze del personale per sospetti sintomi simil-influenzali.
Nelle giornate di lunedì 30 marzo, martedì 31 e giovedì 02 aprile, dopo molte sollecitazioni, i referenti di ATS Brianza hanno fornito un totale di 33 tamponi, che sono stati effettuati presso gli Istituti con la collaborazione del Medico Competente.
Nel dettaglio, i tamponi ricevuti sono stati utilizzati per i dipendenti entrati in “Contatto stretto” con il primo ospite riscontrato positivo al SARS-COV-2 e che hanno manifestato sintomi simil-influenzali, mentre altri sono stati utilizzati per i dipendenti che, in base all’Ordinanza di Regione Lombardia n. 514 del 21.03.2020, hanno manifestato sintomi febbrili (>37,5 °C) e sono stati allontanati dal luogo di lavoro.

Relazione con i familiari
Al fine di sopperire alle difficoltà generate dal blocco delle visite, e compatibilmente con il numero elevato degli ospiti e la dislocazione dei nostri spazi, il personale ha incrementato le telefonate e le video-chiamate con i familiari.
È stata inoltre attivata la casella mail familiari@airoldiemuzzi.it, attraverso la quale i parenti possono inviare messaggi, disegni e foto ai nostri ospiti, che vengono stampati e consegnati loro dal personale.

5 per mille
Non costa nulla, ma vale molto

Nella propria dichiarazione dei redditi è possibile destinare una quota dell’imposta, pari al 5 per mille, a favore delle organizzazioni non profit, senza alcun aggravio di ciò che si deve versare.
I modelli CU, 730 e Unico contengono un riquadro “Sostegno del volontariato e delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale”, dove apporre la propria firma, riportando semplicemente questo codice fiscale :

83005730136

Come possiamo aiutarti? +39 0341 497172