Istituti Riuniti Airoldi e Muzzi

Residenza Sanitaria Assistenziale

Quando è il momento di farsi sostenere

Gli Istituti Riuniti Airoldi e Muzzi, ONLUS, da più di quattrocento anni prestano la loro attività, ispirata fin dalla loro fondazione ai valori della carità cristiana, a servizio della persona anziana.

Impegnati per supportarti e
assisterti

Gli Istituti Riuniti Airoldi e Muzzi da più di quattrocento anni prestano la loro attività, ispirata fin dalla loro fondazione ai valori della carità cristiana, a servizio della persona anziana.
Oggi, più che non in passato un anziano che perde la propria autonomia per un evento traumatico improvviso o per una malattia degenerativa, necessita di trovare accoglienza in strutture confortevoli, qualificate e in grado di offrire risposte assistenziali e sanitarie adeguate.
Con professionalità, competenza e passione gli Istituti Riuniti Airoldi e Muzzi sono impegnati quotidianamente a prendersi cura di ogni ospite, con l’obiettivo di preservarne le capacità residue, offrendo prestazioni medico-specialistiche-riabilitative volte a prevenire, risolvere o ritardare l’insorgenza di eventi invalidanti.
Con il contributo di tutte le professionalità definiscono e aggiornano progetti di intervento personalizzati, individuali o di piccolo gruppo. Promuovono la formazione e l’aggiornamento del personale con particolare attenzione alla crescita personale e professionale di tutti gli operatori. Favoriscono il mantenimento dei legami degli ospiti con la famiglia e le reti amicali, anche attraverso l’apporto del volontariato, affinchè gli Istituti non siano solo un luogo di cura e assistenza, ma un luogo di vita, aperto alla collaborazione di tutti.

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Chi siamo


Una struttura ben organizzata per la cura dell'anziano

Gli Istituti sono un ente senza scopo di lucro, diretto da un Consiglio di Amministrazione (CdA) che si avvale della collaborazione della Direzione Generale e della Direzione Sanitaria.
Nell’aprile 2014 si è insediato l’attuale CdA composto da sette membri, di cui tre nominati dal Comune di Lecco, tre nominati dall’Associazione Amici degli Istituti Riuniti Airoldi e Muzzi, il Parroco pro-tempore della Parrocchia di Acquate.


CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE IN CARICA
Giuseppe Canali Presidente giuseppe.canali@airoldiemuzzi.it
Rosaria Bonacina Vice-Presidente rosaria.bonacina@airoldiemuzzi.it
Emilio Amigoni Consigliere
Fernanda Castellani Consigliere
Mario Galli Consigliere
Alfredo Vassena Consigliere
Don Carlo Gerosa Consigliere
DIRETTORE GENERALE
Fulvio Sanvito fulvio.sanvito@airoldiemuzzi.it
DIRETTORE SANITARIO
Dott. Andrea Millul andrea.millul@airoldiemuzzi.it
Revisore Unico
Dott. Pierangelo Bonfanti
Presidente Organismo di Vigilanza (D.lgs 231/01)
Dott. Pierangelo Bonfanti odv231@airoldiemuzzi.it

All’interno degli Istituti sono presenti anche una comunità delle “Suore di Carità delle Sante Bartolomea Capitanio e Vincenza Gerosa” dette “Suore di Maria Bambina” e un cappellano a supporto dell’assistenza spirituale degli ospiti.

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News ed Eventi

Successo per il concerto strumentale di gong

Un centinaio di persone hanno preso parte, nella serata del 25 luglio, al concerto strumentale di gong organizzato dall’équipe del Nucleo Alzheimer e del Secondo Grigne con lo psicologo, psicoterapeutica e Gong Master Fausto Redaelli. 

Una partecipazione davvero superiore alle attese, che ha permesso così a moltissime persone di vivere al crepuscolo, nel suggestivo parco degli Istituti, questa esperienza e conoscere più da vicino questo progetto innovativo finalizzato a migliorare nel suo complesso la qualità della vita del malato di Alzheimer.

Lo ha spiegato, in apertura del concerto, il direttore sanitario degli Istituti, dottor Andrea Millul, che ha sottolineato come questo progetto di ricerca scientifica sugli effetti del suono dei gong su pazienti affetti da demenza senile sia parte del metodo da tempo ormai intrapreso dal Nucleo Alzheimer, unendo impegno, fantasia, conoscenze, studio, lavoro di squadra e alleanza con i familiari.

Proprio per questo motivo, gli Istituti hanno voluto offrire un concerto di gong nello splendido parco per far conoscere ai parenti dei pazienti e a tutte le persone interessate questo strumento straordinario e le sue potenzialità.

Protagonisti del concerto sono stati quattro Gong Master: lo psicologo, psicoterapeutica Fausto Redaelli, Roberta Bottari, Lucia Aloisio e Barbara Colombo.

 


27 lug 2019
Concerto di Gong 25 luglio 2019

 “Curare con il suono”: un concerto strumentale nel parco degli Istituti Airoldi e Muzzi

L’iniziativa promossa dall’équipe del Nucleo Alzheimer e del Secondo Grigne con lo psicologo, psicoterapeutica e Gong Master Fausto Redaelli.

Sarà una serata speciale quella in programma il prossimo 25 luglio, a partire dalle ore 20, presso il parco degli Istituti Airoldi e Muzzi. A promuoverla l’équipe del Nucleo Alzheimer e del Secondo Grigne degli Istituti, in questi anni protagonisti di innovazioni nella presa in carico delle persone affette da demenza approcci e interventi di tipo non farmacologico e psicosociale in generale: dall’adozione del metodo Gentlecare nelle 24 ore e nella progettazione degli ambienti alla terapia della bambola, dall’uso terapeutico della musica nelle sue varie forme e possibilità di espressione alla stimolazione multisensoriale, dall’aromaterapia alle attività ludiche.

In questa occasione verrà proposto ai familiari degli ospiti e a tutta la città l’innovativo progetto che, a partire da maggio 2019, è stato lanciato in collaborazione con lo psicologo, psicoterapeutica e Gong Master Fausto Redaelli e con altri Gong Master (Roberta Bottari, Lucia Aloisio, Barbara Colombo e Laura Giordano).

“Il gong produce suoni percepiti dall’essere umano indipendentemente dalla cognitività poiché liberi da schemi e ritmiche, ovvero come “tappeto sonoro” senza costrutti che debbano essere interpretati. - spiega la responsabile dell’équipe del Nucleo Alzheimer, dott.ssa Maria Grazia DI Maggio - I gong producono suoni armonici a specifiche frequenze che agiscono sul sistema nervoso simpatico e centrale, sulle onde cerebrali come conseguenza delle vibrazioni sonore. Si ipotizza che le vibrazioni sonore possano aiutare a ridurre lo stress, i sintomi depressivi e ansiosi, alleviare il dolore e stimolare il riposo, modificare la consapevolezza e creare una profonda sensazione di pace e benessere.È noto che il suono del gong può modificare le onde cerebrali riducendone la frequenza, indurre uno stato mentale di profondo rilassamento e stimolare l’integrazione emisferica connettendo in modo più armonico i due emisferi cerebrali attraverso una loro maggiore sincronizzazione. Inoltre determina un massaggio estremamente profondo, a livello cellulare, con conseguente armonizzazione di tutte le cellule.Durante la pratica vengono utilizzate diverse sonorità, per guidare i soggetti in un’esperienza vibro-acustica avvertibile sia con l’udito sia con il corpo, motivo per cui a volte si parla anche di «massaggio sonoro»”. 

Come detto, il progetto è stato avviato a maggio: “Per la fase pilota di questo intervento innovativo abbiamo coinvolto un gruppo di dieci persone accolte presso la residenza Grigne di questi Istituti. - continua la dott.ssa Di Maggio - Queste persone sono state scelte tramite estrazione a sorte a partire da un gruppo più numeroso che condivideva delle caratteristiche necessarie per essere arruolabili. La prima fase dell’intervento ha riguardato una preliminare formazione del personale coinvolto nelle valutazioni.L’intervento si è sviluppa attraverso 12 sedute a cadenza settimanale in cui il musicista Gong Master propone sequenze vibroacustiche attraverso i gong.  L’efficacia dell’intervento verrà valutata attraverso scale e griglie di osservazione compilate all’inizio, durante e al termine del percorso”.

Intanto,per poter dare la possibilità a tutti di sperimentare un “bagno di Gong”, il prossimo 25 Luglio, al crepuscolo, nel suggestivo parco degli Istituti, gli operatori, i familiari e tutta la cittadinanza potranno vivere questa esperienza.

“Anche questo progetto innovativo si propone l’obiettivo di migliorare la qualità di vita dei malati e trovare risposte alle diverse forme di disagio che la demenza inevitabilmente porta con sé. - conclude la dott.ssa Di Maggio - Il beneficio di tutti i percorsi che in questi anni abbiamo intrapresi si estende in modo importante anche al benessere del personale di cura che potendo contare su preparazione specifica, strumenti di valutazione multidimensionale e strumenti differenti a seconda degli obiettivi di cura ha la possibilità di vivere con maggior consapevolezza un ruolo di presa in carico che per sua natura espone al rischio di stress psicofisico. Migliore qualità di vita del malato e adeguato supporto al personale di cura è garanzia di un incontro relazionale felice per entrambe le parti. In tutto questo i familiari sono coinvolti e partecipi e a loro volta supportati nel ruolo affettivo che continuano a mantenere per il malato. Impegno, fantasia, conoscenze e studio, il lavoro di squadra e l’alleanza con i familiari costituiscono i pilastri del nostro lavorare per i malati e la premessa motivazionale che ci porta a intraprendere sempre nuovi percorsi di cura. In particolare la letteratura ci ricorda la grande necessità di ulteriori ricerche relative agli interventi non farmacologici su persone con demenza che rappresentano una prima linea di prevenzione e gestione dei disturbi del comportamento, un problema clinico di non semplice gestione e fonte di stress per il malato e per chi gli sta accanto”. 

 


 

 

10 lug 2019
La collaborazione con le scuole: una opportunità formativa per i giovani e gli Istituti

Ben 68 studenti per oltre 12 mila ore di tirocinio e 7 studenti per 413 ore di alternanza scuola-lavoro: questi i dati di un’esperienza che sta crescendo di anno in anno.

“Ho svolto il mio progetto di "alternanza scuola lavoro" presso gli Istituti Riuniti Airoldi e Muzzi di Lecco, affiancando e osservando il lavoro dei fisioterapisti presenti nella RSA. Questo progetto mi ha permesso di "uscire" dalla parte teorica che imparo con i libri a scuola, e di fare un "tuffo" nel mondo del lavoro”. 

È questo, in sintesi, il giudizio espresso da Giona Belingheri, iscritto al quarto anno del Liceo Scientifico G.B. Grassi di Lecco, al termine dell’esperienza di alternanza scuola-lavoro che l’ha coinvolto nelle scorse settimane per 20 ore. Un’esperienza estremamente positiva: “Il mio obiettivo, quando avrò finito il liceo scientifico, è quello di iscrivermi all'universi sciogliendo la facoltà di fisioterapia. Questa esperienza mi ha permesso di osservare e conoscere meglio l'attività dei fisioterapisti in un ambito sanitario. Prima conoscevo questa professione solamente in ambito sportivo; nel corso di questo progetto ho avuto l'occasione di accostarmi alla sofferenza delle persone, avvalorando maggiormente il ruolo del fisioterapista e motivando ancora di più la mia idea rispetto al futuro percorso di studi”.

Quella di Giona Belingheri è solo una delle numerose testimonianze positive pervenute agli Istituti Riuniti Airoldi e Muzzi di Lecco da studenti che hanno avuto modo di compiervi un tirocinio o un progetto di alternanza. In totale, durante il solo 2018, ha coinvolto 68 giovani provenienti da 9 realtà formative regionali di livello superiore (università, centri professionali o istituti) per oltre 12.140 ore di tirocinio e 7 studenti delle scuole lecchesi (Liceo sociale Bertacchi, Liceo scientifico Maria Ausiliatrice e Istituto Greppi) per 413 ore di alternanza scuola-lavoro.

“Si tratta di numeri significativi - afferma la dott.ssa Magda Fontanella, che presso gli Istituti Airoldi e Muzzi di Lecco gestisce il rapporto con i diversi mondi del sistema formativo – che in questo 2019 stanno ulteriormente crescendo, avendo firmato nuove convenzioni per l’alternanza tra cui il Liceo Scientifico Grassi e il Liceo Artistico Medardo Rosso di Lecco, oltre al CFPP di Consolida di via Montessori per una aiuto alla cura del parco”.

Sulla positività dell’esperienza agli Istituti, ecco un’altra testimonianza di Linda Bianco“Avere l'opportunità di imparare a relazionarmi con persone anziane, spesso con un decadimento cognitivo, è stato infinitamente prezioso per me. Ho avuto la fortuna di trovare un personale competente e molto disponibile nei miei confronti e in quelli degli ospiti. Ho passato due settimane splendide e ho potuto comprendere tantissime cose che prima studiavo solo sui libri scuola. Ma ciò che mi ha riempito di più il cuore di gioia è stato vedere sorrisi, su volti di persone che ne avevano bisogno. Il sorriso è la miglior terapia, sempre. E dopo questo tirocinio sono sempre più convinta di voler far questo nella vita: provocare un po’ di gioia nel cuore delle persone. Prendersi cura degli anziani è un po' come prendersi cura di sé stessi. Perché alla fine tutti diventeremo anziani e a quel punto ci sarà qualcuno che si prenderà cura di noi, proprio come noi abbiamo fatto con loro”.

“Queste testimonianze fanno emergere il duplice livello, professionale e personale, svolgendo un tirocinio o un progetto di alternanza scuola-lavoro presso i nostri Istituti. – continua Magda Fontanella – Del resto il percorso che proponiamo agli studenti, d’intesa con il loro istituto scolastico di provenienza, è fortemente orientato a coniugare questi due aspetti, tra loro estremamente complementari. È un’esperienza coinvolgente e motivante, che mette al centro la persona e il dialogo tra due generazioni spesso vissute come estremamente distanti tra loro. Un dialogo che arricchisce e contribuisce a svelare al giovane le proprie attitudini e potenzialità, facendo scoprire nuove dimensioni di impegno. Fare un percorso di tirocinio presso i nostri Istituti significa misurarsi con il tema della umanizzazione delle cure e ha a che fare dunque con il prendersi cura della fragilità umana in tutti i suoi aspetti: da quello pratico-assistenziale a quello psicologico ed esistenziale. Chi si forma in ambito sanitario, così come chi vi lavora, si confronta con emozioni forti e con le grandi domande di senso sulla vita e sul dolore, che non possono essere lasciate inascoltate”.

DATI ANNO 2018

CONVENZIONI

N. TIROCINANTI

N. ORE TOTALI

CENTRO STUDI SUP. BG (massofisiokinesiterapiti)

1

40

CLERICI (ausiliari socio assistenziali ASA)

3

625

LA NOSTRA FAMIGLIA (logopediste)

4

80

OMNIA (ASA e operatori socio sanitari)

42

7410

TARGET SERVICE SOLUTION (oss)

1

220

UNI CUSANO (master infermiere)

1

192

UNI PEGASO(master infermiere)

1

50

UNIVERSITÀ BICOCCA  (infermiere)

14

3024

UNIVERSITÀ CARLO CATTANEO-LIUC (master infermiere)

1

500

TOT.

68

12141

 













ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO

SCUOLA

STUDENTI

N.ORE TOTALI

IST.BERTACCHI liceo sociale

5

350

IST.ALESSANDRO GREPPI 

1

25 

IST.MARIA AUSILIATRICE liceo scientifico

1

38

TOT.

7

413

 



08 lug 2019
Linee Lecco dona due cicloergometri agli Istituti Riuniti Airoldi e Muzzi Onlus di Lecco

Una donazione che  si inserisce nel programma di iniziative di Linee Lecco a favore delle persone con disabilità

E' avvenuta nel pomeriggio di  Martedì 18 giugno  presso la sede degli Istituti Airoldi e Muzzi Onlus di Lecco la cerimonia di consegna dei due cicloergometri per l'allenamento degli arti inferiori  donati da Linee Lecco, con l’obiettivo di favorire l’attività da parte di persone con ridotte capacità motorie, permettendo di eseguire la pedalata, sia attiva che passiva, in sicurezza e comodamente seduti sulla propria carrozzina o su una sedia.

 

Alla cerimonia di consegna sono intervenuti  il presidente e il direttore generale di Linee Lecco Mauro Frigerio e Salvatore Cappello, insieme al presidente degli Istituti, Giuseppe Canali e al Sindaco del Comune di Lecco, Virginio Brivio.

 

Parole di ringraziamento sono state indirizzate dal presidente degli Istituti che ha sottolineato il valore delle attrezzature, collocate in palestra, che consentono di offrire un aiuto concreto agli ospiti degli Istituti che, “per migliorare la loro mobilità necessitano di tempi prolungati di fisioterapia e di attività motoria.

 

Da parte sua il presidente di Linee Lecco, Mauro Frigerio, ha ricordato come questa donazione si collochi  nel più ampio programma di iniziative che Linee Lecco sta realizzando a favore della disabilità, e costituisca un segno concreto dell'attenzione che la Società ha nei confronti della comunità locale, verso la quale intende restituire una parte delle risorse raccolte in città attraverso la propria attività"




18 giu 2019
CURARE CON IL SUONO

Da tanti anni l’équipe del Nucleo Alzheimer e del Secondo Grigne ha sviluppato nella presa in carico delle persone affette da demenza approcci e interventi di tipo non farmacologico e psicosociale in generale. L’adozione del metodo Gentlecare nelle 24 ore e nella progettazione degli ambienti, la terapia della bambola, l’uso terapeutico della musica nelle sue varie forme e possibilità di espressione, la stimolazione multisensoriale, l’aromaterapia, le attività ludiche sono solo alcuni esempi dell’investimento e del grande impegno di tutto il gruppo di lavoro volto a migliorare la qualità di vita dei malati e trovare risposte alle diverse forme di disagio che la demenza inevitabilmente porta con sé. Il beneficio di questi percorsi si estende in modo importante anche al benessere del personale di cura che potendo contare su preparazione specifica, strumenti di valutazione multidimensionale e strumenti differenti a seconda degli obiettivi di cura ha la possibilità di vivere con maggior consapevolezza un ruolo di presa in carico che per sua natura espone al rischio di stress psicofisico. Migliore qualità di vita del malato e adeguato supporto al personale di cura è garanzia di un incontro relazionale felice per entrambe le parti. In tutto questo i familiari sono coinvolti e partecipi e a loro volta supportati nel ruolo affettivo che continuano a mantenere per il malato. 

Impegno, fantasia, conoscenze e studio, il lavoro di squadra e l’alleanza con i familiari costituiscono i pilastri del nostro lavorare per i malati e la premessa motivazionale che ci porta a intraprendere sempre nuovi percorsi di cura. In particolare la letteratura ci ricorda la grande necessità di ulteriori ricerche relative agli interventi non farmacologici su persone con demenza che rappresentano una prima linea di prevenzionee gestione dei  disturbi del comportamento, un problema clinico di non semplice gestione e fonte di stress per il malato e per chi gli sta accanto. 

 

L’intervento innovativo che stiamo implementando e studiando è basato sull’uso del  gong. 

L’equipe del Nucleo Alzheimer ha progettato uno studio pilota su quest’intervento non farmacologico in collaborazione con lo psicologo, psicoterapeutica e Gong Master Fausto Redaelli con l’appoggio della Direzione dell’Istituto. Collaborano con Fausto Redaelli i Gong Master Roberta Bottari, Lucia Aloisio, Barbara Colombo e Laura Giordano. 

La ricchezza delle collaborazioni e la ricerca di una metodologia di studio rigorosa ci rende particolarmente orgogliosi sia poiché abbiamo la possibilità di provare a studiare l’efficacia degli interventi che attuiamo sia perché gli studi sugli interventi non farmacologici sono particolarmente complessi. 


Il gong produce suoni percepiti dall’essere umano indipendentemente dalla cognitività poiché liberi da schemi e ritmiche, ovvero come “tappeto sonoro” senza costrutti che debbano essere interpretati. 

I gong producono suoni armonici a specifiche frequenze che agiscono sul sistema nervoso simpatico e centrale, sulle onde cerebrali come conseguenza delle vibrazioni sonore. 

 

Si ipotizza che le vibrazioni sonore possano aiutare a ridurre lo stress, i sintomi depressivi e ansiosi, alleviare il dolore e stimolare il riposo, modificare la consapevolezza e creare una profonda sensazione di pace e benessere.

E’ noto che il suono del gong può modificare le onde cerebrali riducendone la frequenza, indurre uno stato mentale di profondo rilassamento e stimolare l’integrazione emisferica connettendo in modo più armonico i due emisferi cerebrali attraverso una loro maggiore sincronizzazione. Inoltre determina un massaggio estremamente profondo, a livello cellulare, con conseguente armonizzazione di tutte le cellule.

Durante la pratica vengono utilizzate diverse sonorità, per guidare i soggetti in un’esperienza vibroacustica avvertibile sia con l’udito sia con il corpo, motivo per cui a volte si parla anche di «massaggio sonoro». 

A nostra conoscenza precedenti esperienze in materia sono state condotte presso strutture per anziani con demenza nella regione Ovest dell’Australia nel 20125 e più recentemente in un Nucleo Alzheimer del Pio Albergo Trivulzio.

Abbiamo avviato nel mese di maggio 2019 la fase pilota di questo intervento innovativo con un gruppo di dieci persone accolte presso la residenza Grigne di questi istituti. Queste persone sono state scelte tramite estrazione a sorte a partire da un gruppo più numeroso che condivideva delle caratteristiche necessarie per essere arruolabili (punteggio alla scala di stadiazione della demenza, punteggio alla scala dei disturbi del comportamento, possibilità di stare in gruppo durante l’attività). La prima fase dell’intervento ha riguardato una preliminare formazione del personale coinvolto nelle valutazioni 

L’intervento consiste in 12 sedute a cadenza settimanale in cui il musicista Gong Master propone sequenze vibroacustiche attraverso i gong.  L’efficacia dell’intervento verrà valutata attraverso scale e griglie di osservazione compilate all’inizio, durante e al termine del percorso. Sarà nostra cura condividere con tutte le persone interessate i risultati dello studio.

Intanto, per poter dare la possibilità a tutti di sperimentare un bagno di Gong, nel prossimo mese di Luglio la Direzione proporrà a familiari, operatori e a tutta la cittadinanza un’esperienza al crepuscolo nel suggestivo parco degli Istituti. 

 



 

17 giu 2019
La Gerla d’Oro Bar e luogo d’incontro

Sono ormai trascorsi due anni dall’aprile 2017, data della riapertura dopo la ristrutturazione del punto di ristoro “La Gerla d’Oro”e può essere utile condividere le riflessioni emerse nella relazione di verifica predisposta dagli operatori della Cooperativa Sineresia cui il Bar è affidato in gestione.

 

COLLABORAZIONE CON I VOLONTARI DELL’ASSOCIAZIONE PROGETTO A 

Gli educatori della Cooperativa Sineresi continuano ad avvalersi della collaborazione dei volontari della Associazione Progetto A, collaborazione che in questi due anni si è consolidata tanto da poter considerare i volontari parte attiva ed integrante anche in quelle funzioni di ascolto, accoglienza e animazione che caratterizzano l’equipe operativa del Bar.

IL PROGETTO EDUCATIVO ED ANIMATIVO DEL BAR 

La frequentazione registrata in questo anno di attività, il consolidamento delle relazioni con un discreto numero di ospiti e con molti nuclei familiari, conferma l’idea che il bar sia un servizio molto riconosciuto e rispondente al bisogno di aggregazione e ricongiungimento, dentro le unità di offerta dell’istituto.  

La Gerla d’Oro si conferma quindi come:

-     luogo per aprire relazioni diverse da quelle sperimentabili nei Nuclei Abitativi; 

-     luogo dove ogni persona può ritrovare una parte intima di sé e giocarla nella relazione con gli altri; 

-     luogo dove ogni nucleo famigliare può sperimentare la propria dimensione privata ed intima,

-     luogo dove ci si può incontrare, ci si può consolare e confrontarsi a vicenda; 

-     luogo dove ci si può sostenere o sfogare;  

-     luogo dove ci si può riscoprire risorse;  

-     luogo dove riscoprire anche i propri cari sotto una luce diversa; 

-     luogo dove sperimentare l’informalità, ma al contempo sentirsi protetti dalla struttura; 

-     luogo in cui vi sono colori, ritmi e movimenti diversi, dove si incontra un po’ di “strada”.


Per sostenere tutte le attività del bar, la Cooperativa Sineresi garantisce la presenza di due educatori, Anna ed Alessandra, nella giornata di lunedì, giornata dedicata all’organizzazione dei laboratori creativi, e nelle giornate di festa o animazione. Rimane fissa la presenza di un educatore in ogni giorno di apertura, affiancato dai volontari.

Anche per i familiari il Bar è diventato un luogo di incontro significativo: sono circa una quarantina le famiglie con cui è aperta una relazione stabile e continuativa.  

 

LE ATTIVITA’ 

IL BAR E LE ATTIVITA’ DI ANIMAZIONE AGGREGAZIONE

L’offerta del Bar è arricchita dalla possibilità di partecipare ad attività a carattere laboratoriale finalizzate non solo a sostenere le capacità artistico espressive degli ospiti (realizzazione di addobbi per il bar e per gli ambienti esterni, legate alle stagioni); ma anche a realizzare favorire la stimolazione cognitiva (realizzazione di strumenti di gioco, organizzazione di momenti di animazione grande gruppo), creando momenti di carattere aggregativo. 

 

IL BAR E LE FESTE CON LE FAMIGLIE 

Fanno ormai parte del calendario feste o momenti di animazioni bimestrali con ospiti e famiglie: festa di compleanno, feste legate alla tradizione, feste legate ad eventi da calendario…

La possibilità di aggiungere momenti aggregativi a quelli offerti dall’istituto, sono molto apprezzati sia dagli ospiti che dai loro familiari. 



IL BAR E IL TERRITORIO 

Dall’ottobre 2018 al febbraio 2019 si è sperimentata la collaborazione con il progetto “diurnato: doposcuola educativo per adolescenti(Sineresi) programmando un pomeriggio al mese di animazione a cura dei ragazzi e degli educatori del progetto: torneo di carte, giochi di gruppo, animazione del Falò della Giubiana. 

Un progetto che ha permesso di confermare la positività del confronto intergenerazionale. 

E' attiva la collaborazione con il Corpo Musicale Santa Cecilia di Costamasnagache in occasione della festa di Natale e della festa dell’estate, anima con marcette e musica. 

Si è avviata anche la collaborazione con alcuni giovani del progetto BARYCENTRO della cooperativa SINERESI per la realizzazione di alcuni manufatti per i laboratori creativi del Natale e la progettazione del laboratorio creativo costruzione di gioielli in fimo (Sfilata di Moda 18 maggio).

 

LABORATORI CREATIVI 

 

Le attività espressive creative, accompagnano tutto il progetto educativo della Gerla d’Oro. Sono attività generalmente legate ad un progetto più ampio o che permettono l’integrazione con qualche evento o attività proposta dall’istituto: la sistemazione o la caratterizzazione degli spazi di incontro, la realizzazione di manufatti per feste della tradizione, la realizzazione di oggettistica da regalare alle famiglie. 

Generalmente le attività di laboratoriali sono aperte e coinvolgono anche i componenti familiari che desiderano partecipare. 

OBIETTIVI GENERALI 

-      sostenere la partecipazione attiva degli ospiti 

-      sostenere la partecipazione attiva dei familiari e degli assistenti familiari

-      sostenere la collaborazione e la cooperazione tra fruitori del bar, in momenti di apertura diversi. 

-      stimolare la creatività e le capacità manuali degli ospiti 

-      stimolare confronto e capacità di aiuto tra ospiti e tra ospiti e familiari  

-      stimolare le capacità di progettazione di alcuni ospiti.

 

Le attività previste nel periodo Aprile - luglio 2019:

 

APRILE

laboratorio gioielli

Si sono effettuati due incontri con una esperta esterna volontaria (collaborazione con il territorio: progetto sineresi BARYCENTRO), prevedendo anche il coinvolgimento attivo di una volontaria.

Un gruppetto di ospiti ha lavorato con molto interesse alla realizzazione di gioielli che sono poi stati utilizzati, e molto apprezzati, per la sfilata di moda del 18 maggio.


Festa compleanno del BAR LA GERLA D’ORO  - 27 aprile – festa con le famiglie e ospiti 

Pomeriggio di festa con musica acustica con le famiglie e gli ospiti e i volontari.  Merenda di gruppo 

 

MAGGIO

Laboratorio espressivo: realizzazione quadri (tele e cornici) per sistemazione locale bar con il coinvolgimento di Operatori/familiari/volontari.

 

Partecipazione alla sfilata di moda  con il gruppo “creatori di gioielli” 18 maggio 2019 

 

FESTE TRADIZIONE – FESTE CON LE FAMIGLIE 

Un’altra attività caratteristica è la progettazione di momenti aggregativi e di festa con ospiti e familiari. La programmazione di questi momenti desidera affiancarsi ed implementare il progetto educativo dell’Istituto, creando momenti di convivialità, aggregazione e benessere tra ospiti e familiari. 

OBIETTIVI GENERALI 

-      Promuovere momenti di festa e convivialità tra volontari progetto del progetto A, operatori cooperativa, operatori e direzione IRAM; 

-      migliorare la percezione negli ospiti e nei familiari di un’armonica offerta educativa e di animazione da parte dell’Istituto 

-      migliorare la capacità di promozione del progetto BAR all’interno di tutto l’Istituto; 

-      accrescere la collaborazione e l’integrazione con il progetto educativo dell’Istituto;

-      sostenere la partecipazione attiva degli ospiti, dei familiari e degli assistenti familiari.

 

Prossimi appuntamenti:

FESTA MUSICALE CON E FAMIGLIE E  LA BANDA GIOVANILE SANTA CECILIA DI COSTAMASNAGA 

Musica e merenda per festeggiare l’estate 

30 GIUGNO- 15.00 – 16.00 nel cortile de bar 

 

LUGLIO

APERICENA SOTTO LE STELLE CON LE FAMIGLIE 

Evento convivale con la perlustrazione della luna. 

Collaborazione con il territorio. 

Cena con ospiti  e famiglie. 

In preparazione alla serata gli ospiti che frequentano assiduamente il bar realizzeranno un libretto illustrativo e celebrativo sull’allunaggio. Il materiale di stimolo verrà fornito dai due ragazzi esperti  del Barycentro. La realizzazione progettuale sarà curata dalla Gerla d’Oro.  

15 LUGLIO – ore 19.00

 

Durante il periodo estivo il bar effettuerà i seguenti orari:

tutti i giorni dalle 14 alle 18, tranne il mercoledì, giorno di chiusura settimanale.

Il Bar resterà chiuso per ferie dal 12 al 19 agosto.

 

Aprile 2019 

                                                                                                                     

COORDINATRICE 

POZZI ANNALISA 

EDUCATRICE 

ALESSANDRA LAFRANCONI 

Cooperativa Sineresi

14 giu 2019
5 per mille
Non costa nulla, ma vale molto

Nella propria dichiarazione dei redditi è possibile destinare una quota dell’imposta, pari al 5 per mille, a favore delle organizzazioni non profit, senza alcun aggravio di ciò che si deve versare.
I modelli CU, 730 e Unico contengono un riquadro “Sostegno del volontariato e delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale”, dove apporre la propria firma, riportando semplicemente questo codice fiscale :

83005730136

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